Viaggi di nozze: Sì, lo voglio, ma nel rispetto della Terra

La consapevolezza ambientale preme sul settore del wedding, cambiando le tendenze per il giorno delle nozze, con sempre più soluzioni per realizzare eventi eco-friendly. Se il matrimonio è l’occasione per celebrare l’amore nei confronti del proprio partner oggi lo è anche per testimoniare l’impegno per il futuro del pianeta.

Cresce quindi la proposta di idee green, particolarmente apprezzate dalle coppie di futuri sposi che richiedono prodotti, servizi e attività a basso impatto ambientale.
Dalla consulenza per la cerimonia alla gestione dei dettagli sul posto, TiukTravel accompagna gli sposi nel rendere unico il loro giuramento, dando particolare attenzione alla sostenibilità e al valore emozionale del viaggio.

Lune di miele memorabili e sostenibili

I futuri sposi continuano ad amare le mete iconiche per la Luna di Miele, ma con un approccio più autentico e sostenibile. Le più restano Giappone, Polinesia, Stati Uniti, Indonesia e Islanda. E se Maldive, Bali, Thailandia e Costarica non perdono il loro fascino la scelta ora è per eco-resort certificati. Lo sottolineano gli esperti delle agenzie di viaggio, che rivelano anche una crescita delle domande per tour in treno, un’alternativa slow e a basso impatto per girare i Paesi.

Sempre più richiesto poi è il carbon offset, per ridurre l’impatto di voli aerei e programmi zero waste, oltre alle esperienze nella natura come safari etici, glamping di lusso, tour solidali, lodge in riserve naturali o trekking tra paesaggi incontaminati.

Per il pranzo evitare il buffet 

E per gli sposi che amano le crociere green, ci sono le navi progettate per ridurre l’impatto ambientale. È infatti possibile prediligere compagnie di navigazione con propulsione a gas naturale liquefatto.
Se come location sono sempre più apprezzate quelle in cui il verde è predominante, le soluzioni che rispettano il Pianeta coinvolgono tutti gli ambiti del wedding. Menzione particolare va alla stagionalità dei cibi, che devono essere km 0 e preferibilmente su base vegetale.

Il consiglio dei wedding planner per un matrimonio attento all’ambiente è poi quello di evitare i buffet. Il modo migliore per evitare sprechi è proporre come benvenuto agli ospiti una selezione di aperitivi finger food, a giro braccio, seguita da menu con portate ridotte.

Viva il riciclo creativo!

La chiave di un matrimonio indimenticabile è sicuramente l’unicità di tutti i suoi dettagli, e nel “riciclo” creativo. Ecco allora che prendono vita allestimenti con richiami vintage, oppure bomboniere etiche o gastronomiche.

Occasione per sensibilizzare diventa poi l’intrattenimento artistico. È il caso del live painting, dove gli artisti possono reinterpretare e valorizzare tematiche legate alla natura e alla sostenibilità, trasformando l’intrattenimento in un vero e proprio messaggio artistico, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’evento.
Più green anche le foto, che raccontano immagini autentiche lontane dalle pose tradizionali.
I reportage, sempre più richiesti, diventano servizi ambientati in scenari naturali, con sposi e Madre Terra protagonisti.

Travel trend: continua la storia d’amore del mondo con l’Europa

Per il turismo si apre una nuova era di viaggi attenti, intelligenti e orientati al valore. Con l’aumento del costo della vita viaggiare tanto è diventato più impegnativo, ma non impossibile. Nonostante le incertezze la voglia di viaggiare infatti rimane forte. Tanto che il 38% degli italiani darà priorità ai viaggi rispetto ad altre spese non essenziali.

Ma quali sono i nuovi travel trend per i prossimi mesi? Li ha delineati il report annuale NowNext ’25 di Omio, condotto in collaborazione con YouGov in 8 Paesi. Di certo, la storia d’amore del mondo con il Vecchio Continente continuerà anche nel prossimo futuro. Oltre ad attirare i viaggiatori extra-europei, anche il 56% dei britannici intende prenotare vacanze in Europa, e lo stesso vale per tedeschi (45%), italiani (42%) e spagnoli (42%). 

Il turismo guidato dallo schermo rimodella il settore

Sebbene social media (29%) e AI (9%) abbiano un ruolo nel cercare ispirazione, si preferisce scegliere la prossima meta basandosi su viaggi passati (42%) o raccomandazioni per passaparola (39%).
Interessante notare che il 23% è influenzato da film o serie Tv. Il turismo guidato dallo schermo è in piena espansione e sta rimodellando il settore.

Nel 2026 però le vacanze al mare saranno ancora protagoniste, con la ricerca di relax in spiaggia (46%) e il desiderio di tornare a casa rigenerati (51%).
Le capitali e i grandi viaggi avventurosi sono state le mete preferite degli ultimi anni, ma il prossimo porterà un mood più calmo e consapevole.

Mete meno affollate in reazione all’overtourism

Il turismo sostenibile è qui per restare, ma in modi diversi dal previsto. Il 20% dei viaggiatori cercherà tempo per sé e riflessione, mentre il 18% esperienze legate al benessere e alla cura di sé.

Italiani (41%) e spagnoli (39%) sono i più interessati a esplorare mete meno affollate e fuori dai circuiti più noti, probabilmente come reazione diretta all’overtourism. Il 21% dei viaggiatori vuole spostarsi verso capitali meno battute e le prenotazioni verso le città secondarie sono aumentate del 34% rispetto all’anno scorso.
Tra i motivi per visitare metropoli più piccole, prezzi più bassi (51%), meno folla (44%) e attrazioni uniche (40%).

Una Generazione Zelante

Nei prossimi mesi il 19% degli uomini sarà più propenso a viaggiare da solo alla ricerca di disconnessione dalla vita frenetica. Le donne, invece, saranno più inclini a viaggiare per connettersi (30%), con il 34% che prevede di partire per trascorrere tempo in famiglia o per riunioni, e il 22% più propense ad andare via con le amiche.

La GenZ poi sta reinventando il panorama dei viaggi come lo conosciamo. Nei prossimi 12 mesi il 31% dei giovani viaggiatori pianificherà in anticipo, e con maggiore attenzione, per gestire la spesa destinata alle vacanze.
Una scelta sensata, considerando che il 34% vuole viaggiare di più, il 26% restare via più a lungo e il 23% scegliere mezzi di trasporto più sostenibili.

Surgelati: l’Europa a tavola sceglie prodotti frozen

Frozen in Focus, è il report di Findus sulle scelte di consumo di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Svezia- E i suoi risultati parlano chiaro: il 42% dei consumatori europei inserisce nei propri pasti prodotti surgelati da due a quattro volte alla settimana, a conferma del ruolo sempre più centrale del frozen food per una dieta più varia ed equilibrata. I prodotti surgelati si affermano infatti come la soluzione ideale per garantire un’alimentazione varia e nutriente durante tutto l’anno, rispondendo efficacemente anche a gusti e necessità alimentari in evoluzione.

Ma sono soprattutto praticità, risparmio di tempo e sostenibilità a rendere i surgelati sempre più presenti nelle abitudini alimentari delle famiglie europee.

Il 40% degli italiani li consuma anche 4 volte a settimana 

L’Italia, insieme alla Germania, si posiziona sopra la media europea, con il 44% dei consumatori che utilizza prodotti alimentari surgelati fino a 4 volte a settimana, seguita da Regno Unito (41%), Svezia (29%), Francia (28%).

Significativa è anche la crescente consapevolezza sul valore del frozen nell’inserire prodotti stagionali nella dieta. Quasi 4 consumatori europei su 10 (39%) apprezzano come i surgelati permettano di cucinare con ingredienti di stagione tutto l’anno, contribuendo così a migliorare la qualità e la varietà della propria alimentazione.

Stesso valore nutrizionale…

Ma se oltre 6 consumatori europei su 10 (63%, 58% Italia) sanno che i surgelati hanno un valore nutrizionale equivalente a quello dei prodotti freschi, solo il 21% è consapevole che in alcuni casi possono anche superarli.

Più della metà dei consumatori europei (51%) però li sceglie per il risparmio di tempo. Tendenza particolarmente marcata in Italia, dove il 52% riconosce nei prodotti frozen un alleato prezioso nella gestione più efficiente dei pasti.
Perfetti per chi cerca soluzioni per semplificare la quotidianità, i surgelati offrono anche vantaggi sul fronte economico. Il 36% degli europei li sceglie infatti perché permettono di risparmiare denaro (Italia 26%).

…meno visite al supermercato

Per il 45% degli europei acquistare surgelati consente anche di ridurre il numero di visite al supermercato o risparmiare fino a un’ora nella preparazione dei pasti (28%, Italia 31%). Tra le motivazioni più forti c’è anche la volontà di ridurre gli sprechi alimentari (47%).
E se anche in Italia il 35% dei consumatori desidera un freezer più capiente, lo spazio in freezer influenza il modo di fare la spesa (57% italiani, 51% europei).

Accanto al freezer, l’arrivo in cucina di nuovi strumenti come friggitrici ad aria, robot da cucina e altri elettrodomestici smart sta cambiando il modo di preparare i pasti surgelati. In particolare, la friggitrice a aria si sta affermando come il partner ideale del freezer. Oltre la metà (59%) degli over55 nel Regno Unito ne possiede una, seguiti dal 45% in Germania e dal 42,5% in Italia.

AI: per i giovani è un’opportunità di miglioramento, ma temono di non essere abbastanza preparati

È un paradosso generazionale quello del rapporto dei giovani con l’AI: pur riconoscendo il potenziale dell’Intelligenza artificiale, la maggior parte dei giovani italiani si sente ancora impreparata ad affrontare le nuove tecnologie.

Lo rivela il recente osservatorio di ASUS Business, condotto da Research Dogma, che ha indagato il punto di vista di un campione di giovani laureati e laureandi under 30. 
Lo studio, tuttavia, svela un paradosso sorprendente. Nonostante l’incertezza occupazionale, la crescente automazione di alcune posizioni e la percezione di non essere abbastanza preparati, la nuova generazione guarda all’Intelligenza artificiale come un’opportunità, e non come una minaccia.

Solo il 24% ritiene di essere competente

I dati raccolti mostrano anche una evidente lacuna nelle competenze digitali delle nuove generazioni. Sebbene oltre la metà degli intervistati si consideri un utente “di buon livello” alle prese con il computer, solo il 37% si dichiara molto preparato nell’uso di programmi e software.

La quota scende drasticamente quando il focus si sposta sull’Intelligenza artificiale, dove solo il 24% dei giovani si considera realmente competente. Questo scenario mette in luce come una generazione nata e cresciuta con la tecnologia dimostri una competenza ancora incompleta sulle tecnologie digitali, nonostante la consapevolezza che nel futuro saranno decisive.

Un “entusiasmo critico” verso la rivoluzione tech

D’altra parte, il quadro cambia quando si parla di percezione. La ricerca evidenzia infatti un “entusiasmo critico” verso l’evoluzione tecnologica. Quasi la totalità degli intervistati (95%) riconosce che l’AI avrà un impatto significativo sul lavoro, e il 76% ritiene che le competenze in questo ambito saranno sempre più fondamentali. Tuttavia, il 40% ritiene che si tratterà di un impatto meno radicale di quanto spesso si narra.

I giovani dimostrano un approccio lucido e pragmatico, accogliendo l’AI come un alleato per migliorare la produttività, la creatività e per liberare tempo da mansioni ripetitive. L’obiettivo finale è quello di ridefinire le priorità personali e professionali.

Il pragmatismo guida la vita professionale

Questo pragmatismo valoriale si riflette anche sulle priorità che i giovani assegnano al lavoro. Al primo posto rimane infatti la giusta remunerazione (53%), seguita dalla flessibilità di orari e giorni di lavoro (46%).
Questo indica una generazione che pone al centro della vita professionale il giusto compenso e l’equilibrio tra carriera, crescita individuale e qualità della vita.

“I risultati di questa ricerca offrono un segnale chiaro: i giovani guardano all’AI con uno spirito pragmatico, riconoscendone il potenziale per migliorare produttività e creatività, senza perdere di vista la necessità di un equilibrio tra lavoro e vita personale  – commenta Lavinia Fogolari, Head of Marketing SYS di ASUS, come riferisce riporta Adnkronos -. È incoraggiante vedere come questa generazione non consideri la tecnologia una minaccia, bensì un alleato con cui costruire un futuro professionale più sostenibile e motivante”.

Giovani YouTuber sì ma in sicurezza. Qualche consiglio per i genitori

Per molti ragazzi i content creator rappresentano veri e propri modelli di riferimento, e il desiderio di emergere online si manifesta spesso già prima dell’adolescenza. In questo contesto, il coinvolgimento dei genitori non è solo utile, ma fondamentale.

Oltre il 30% dei bambini della Generazione Alpha sogna infatti di diventare social media creator, e circa il 32% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni indica lo YouTuber come professione ideale.
Per aiutare i genitori a proteggere i bambini e imparare a mettere in pratica le principali regole di cybersecurity gli esperti di Kaspersky hanno messo a punto la “Digital Schoolbag: A Parent’s Guide for the School Year”, una guida creata per fornire i consigli per affrontare il mondo online, ma anche offline, in sicurezza.

Affrontare in modo naturale i temi cruciali del mondo online

Se un bambino dice di voler diventare YouTuber è normale che i genitori si preoccupino. Ma la risposta più costruttiva non è vietarlo, bensì aprire un dialogo. Chiedere perché il bambino desidera aprire un profilo, quali contenuti vorrebbe condividere e scoprire insieme gli ultimi trend online aiuta infatti a entrare nel suo mondo.

Questo atteggiamento ha due vantaggi: da un lato dimostra attenzione autentica per i suoi interessi, creando fiducia, e dall’altro permette di affrontare in modo naturale temi cruciali come la privacy, i limiti dei contenuti e la gestione del tempo online.
Per rendere queste conversazioni più semplici e coinvolgenti, è utile partire da risorse adatte all’età.

Buone abitudini digitali fin dall’inizio

Invece di consegnare un telefono e lasciare che i propri figli imparino da soli è importante prendersi il tempo necessario per configurare gli account insieme. Che si tratti di YouTube, TikTok, Instagram o un’altra piattaforma, scegliere impostazioni di privacy adeguate (chi può vedere i post, commentare o inviare messaggi), disattivare l’impostazione di geolocalizzazione predefinita, utilizzare una password forte e unica, e abilitare l’autenticazione a due fattori (2FA) offrono una protezione aggiuntiva.

Questo non solo reduce il rischio di hacking o esposizione, ma insegna anche al proprio figlio buone abitudini di sicurezza digitale fin dall’inizio.

Imparare a non condividere tutto

Quando i bambini pubblicano contenuti online spesso vogliono condividere tutto: dove sono, cosa fanno e con chi sono.
“Crescere” online, però, vuole dire imparare che non tutte le informazioni devono essere rese pubbliche. È quindi importante aiutare i propri figli a capire la differenza tra creare e consumare contenuti divertenti ed essere esposto a materiali o attività potenzialmente pericolosi o dannosi.

Questo significa, ad esempio, non condividere l’indirizzo di casa, il nome della scuola, gli orari, i programmi delle vacanze o i luoghi frequentati regolarmente. Si tratta di dettagli che possono involontariamente rendere i ragazzi e le ragazze più facili da rintracciare. Soprattutto se questi dati vengono abbinati a foto, tag di posizione e timestamp.

La valutazione dei rischi non finisce mai: il ruolo chiave dell’aggiornamento DVR

La gestione della sicurezza sul lavoro in qualsiasi azienda costituisce un processo che possiamo definire “dinamico”.

Essa non si esaurisce infatti con la redazione iniziale del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), un adempimento normativo basilare per ogni attività lavorativa.

La sua efficacia dipende dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti e alle evoluzioni che intervengono nell’ambiente lavorativo.

Questo documento non è una mera formalità burocratica, bensì uno strumento attivo per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Mantenere il DVR costantemente aggiornato è un dovere giuridico inderogabile e una pratica essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative vigenti.

Il DVR non è un compito statico

Il DVR si è come una fotografia dei pericoli presenti in un dato momento all’interno di un’azienda, in cui vengono esaminate mansioni, attrezzature e processi produttivi.

Esso identifica le misure preventive e protettive da adottare per ridurre o eliminare tali rischi, assegnando specifiche responsabilità e definendo procedure di emergenza.

Potremmo definirlo uno strumento vivo, che necessita di essere rivisto e modificato ogni qualvolta si verifichino cambiamenti significativi nelle condizioni che lo hanno generato.

Un DVR obsoleto potrebbe compromettere la sicurezza aziendale esponendo i lavoratori a pericoli non più contemplati o gestiti adeguatamente.

Aggiornamento del DVR: quando è obbligatorio

L’obbligo di aggiornare il DVR non è lasciato alla discrezione del datore di lavoro, ma è stabilito da precise disposizioni normative.

In particolare, l’aggiornamento DVR diventa imperativo in diverse circostanze, come ad esempio significative modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione del lavoro, che potrebbero introdurre nuovi pericoli o alterare quelli esistenti.

L’introduzione di nuove attrezzature, macchinari o sostanze chimiche, che possono generare rischi sconosciuti in precedenza, richiede una nuova valutazione per integrarli nel DVR.

In sintesi, ogni volta che si verificano mutamenti rilevanti nell’azienda, si rende indispensabile una revisione del documento per far si che sia sempre valido.

Benefici di un DVR sempre attuale

Un DVR costantemente aggiornato porta numerosi vantaggi operativi oltre al mero adempimento normativo. In primo luogo, contribuisce a creare un ambiente di lavoro più sicuro per tutti i dipendenti, riducendo l’incidenza di infortuni e malattie professionali

La diminuzione degli incidenti si traduce anche in un miglioramento della produttività aziendale, evitando interruzioni delle attività e assenze del personale.

Un DVR sempre aggiornato migliora anche la reputazione dell’azienda nei confronti dei dipendenti, dei clienti e delle autorità di controllo. Questo dimostra un impegno concreto verso la sicurezza, rafforzando la credibilità.

Chi si occupa dell’aggiornamento

Il compito di mantenere aggiornato il DVR ricade sul datore di lavoro, il quale detiene la responsabilità ultima della sicurezza e della salute dei propri dipendenti.

Tale attività non può essere delegata interamente, ma il datore di lavoro si avvale della collaborazione di figure specializzate.

  • Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): svolge un ruolo di supporto tecnico e scientifico nella valutazione dei rischi e nell’individuazione delle misure preventive e protettive appropriate.
  • Il Medico Competente: contribuisce con la sua esperienza in materia di sorveglianza sanitaria, analizzando gli impatti dei rischi sulla salute dei lavoratori e suggerendo le azioni correttive necessarie.

La collaborazione sinergica di queste figure assicura una valutazione completa e un aggiornamento efficace del DVR.

L’importanza della formazione e informazione

Una corretta gestione della sicurezza e l’efficacia del DVR dipendono in gran parte dalla formazione di tutti i soggetti coinvolti, dai lavoratori ai dirigenti.

I dipendenti devono essere in grado di riconoscere nuovi rischi o situazioni potenzialmente pericolose, segnalandole tempestivamente ai loro superiori.

Dirigenti e preposti necessitano di formazione specifica per comprendere il proprio ruolo nella gestione della sicurezza, garantendo l’applicazione delle procedure e il rispetto delle normative.

Un personale ben formato contribuisce attivamente al mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro e all’aggiornamento continuo del DVR.

Estate italiana: si parte in auto, verso Sud, con il partner

Tra prenotazioni anticipate e partenze last minute le vacanze d’agosto 2025 si preparano all’insegna della strada e della libertà. 
Oltre la metà degli italiani (55%) partirà proprio ad agosto e tra chi ha già scelto la destinazione, l’auto sarà protagonista (76%).

Un dato che conferma la voglia di indipendenza e flessibilità, tanto che il 62% affronterà il viaggio con la propria macchina o con quella di amici e familiari, mentre il 14% sceglierà di affidarsi al noleggio.
A raccontarlo è AutoScout24. Con la playlist estiva in sottofondo gli italiani sono pronti a lasciare tutto alle spalle per inseguire il blu del Sud Italia e delle Isole. Le vacanze dureranno almeno due settimane, e per molti, il viaggio sarà tutt’altro che breve.

Le mete più ambite

L’80% degli italiani sceglierà di restare entro i confini nazionali, preferendo l’Italia a destinazioni europee ed extra-europee.
A guidare la scelta è la voglia di relax e di sole: quasi la metà degli intervistati ha indicato il mare come rifugio ideale dalle fatiche lavorative.

In cima alla classifica, la Sicilia, con il 28% delle preferenze, seguita da Calabria, Puglia, Toscana e Lazio, che continuano a fare breccia nei cuori dei vacanzieri per il loro mix di paesaggi, cultura e tradizioni.
E per molti non si tratta di una semplice pausa. Il 58% degli italiani si prenderà due o più settimane di ferie, immergendosi in un periodo di vero stacco. 

Compagni di viaggio cercasi

C’è poi chi preferisce una singola destinazione per rilassarsi senza pensieri (47%) e chi ha scelto un tour itinerante con almeno tre tappe per scoprire luoghi diversi giorno dopo giorno.

Anche il livello di organizzazione è variabile. La maggioranza (69%) ha prenotato solo lo stretto necessario, lasciando spazio all’improvvisazione. A rendere tutto questo possibile è ancora una volta l’automobile (90%), il mezzo ideale per costruire un viaggio on the road attraversando più città (18%).
Il 73% degli italiani sceglierà poi di partire con il/la partner, il 19% con la famiglia e i figli, l’8% con i genitori e una piccola, ma decisa, percentuale di solitari (5%) è pronta a partire da sola.

Tormentoni musicali

In generale, le persone che partiranno in auto sono soddisfatte della compagnia (il 94% non cambierebbe i propri passeggeri), ma se si tratta di scegliere chi non avere a bordo le idee sono ancora più chiare.
Al primo posto tra gli “indesiderati” ci sono i logorroici (42%), temuti più dei silenziosi (12%), che rischiano di rendere il viaggio noioso per il motivo opposto.
Anche bambini e animali vengono indicati da molti come passeggeri complicati (entrambi 21%), seguiti dai suoceri. E niente passaggi agli sconosciuti: l’85% non si fida a caricare autostoppisti.

Uno dei piaceri irrinunciabili del viaggio on the road però è la musica. Anche se solo il 15% degli italiani preparerà una playlist ad hoc per le vacanze, saranno in molti a lasciarsi trasportare dalle hit del momento lungo il percorso.

Device ricondizionati: convenienti, sostenibili ma anche sicuri? 

Noi italiani in particolare siamo dei veri fan di smartphone e device tecnologici, tanto da volerne continuamente… di nuovi. Però negli ultimi tempi le cose stanno un po’ cambiando: sempre più persone scelgono di rallentare questa corsa, forse un po’ stufe di inseguire ogni ultimo modello. È una nuova filosofia, che prende ispirazione dalla “Joy of Missing the Upgrade” (JOMU): la soddisfazione di non dover per forza acquistare l’ultimo dispositivo, scegliendo invece di valorizzare quelli già esistenti. Non sorprende che in questo contesto cresca l’appeal del ricondizionato.

Lo dimostrano anche i dati diffusi da eBay. Oggi oltre il 40% delle vendite sulla piattaforma riguarda articoli usati o rigenerati. Solo nei primi tre mesi del 2025, su eBay.it è stato visualizzato un prodotto ricondizionato ogni 11 secondi.

Sì al risparmio “responsabile”

Il risparmio è un motivo chiave per scegliere il ricondizionato: sulla piattaforma si può arrivare a spendere fino al 40% in meno rispetto al nuovo. Questo vale in particolare per categorie come informatica e gaming, ma anche per smartphone ed elettrodomestici. Ma non si tratta solo di una questione di prezzo: il 68% dei consumatori riconosce il valore ambientale di questa scelta.

Nel 2024, grazie alla vendita di articoli ricondizionati, eBay ha contribuito a evitare 1,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂ e 70.000 tonnellate di rifiuti, con un impatto economico positivo pari a 5 miliardi di dollari.

Cinque idee sbagliate sul ricondizionato

Anche se i trend dimostrano che la “nuova vita” dei device è sempre più interessante per i consumatori, alcuni falsi miti legati al ricondizionato sono duri da sradicare. Ecco i cinque più comuni:

“Vale solo per gli smartphone” Falso: oggi l’offerta include di tutto, dai robot da cucina alle console da gioco, fino a lavastoviglie, aspirapolveri e attrezzi per il fitness.

“Ha una qualità inferiore” I prodotti venduti nel Programma Ricondizionato eBay sono controllati da tecnici qualificati e classificati secondo standard precisi.

“Non c’è garanzia” Ogni articolo ricondizionato sulla piattaforma ha una garanzia di almeno 12 mesi, estendibile fino a 24.

“Non so chi vende” I venditori sono selezionati e verificati, con badge identificativi e feedback pubblici.

“Non si può regalare” Sempre più utenti sono favorevoli a regalare (e ricevere) prodotti ricondizionati, segno di un cambiamento culturale in atto.

    Il commercio diventa circolare

    Attraverso il suo Programma Ricondizionato, eBay promuove una visione più circolare e sostenibile del commercio. Con controlli rigorosi, il ricondizionato non è più un’alternativa, ma una scelta consapevole e soprattutto sostenibile.

    Integratori: gli alleati dello star bene per l’85% degli italiani

    Lo rivela la ricerca “Integratori e Benessere”, condotta da Doxa per Cristalfarma: per l’85% degli italiani gli integratori sono ormai un alleato quotidiano per sentirsi meglio. È un dato che non stupisce, se si considera il ritmo frenetico della vita moderna e l’attenzione sempre maggiore verso il benessere psicofisico.

    Tanto che la principale motivazione di acquisto di integratori alimentari  è il desiderio di contrastare stanchezza e affaticamento (81%). Il 43% li assume regolarmente, mentre il 42% li utilizza solo in alcuni periodi dell’anno. E oltre 9 italiani su 10 li hanno utilizzati almeno una volta nella vita. 

    Supporto al sistema immunitario, all’apparato digerente e contro la stanchezza

    L’uso stagionale degli integratori spesso è infatti legato ad affaticamento e stanchezza, fenomeni che si acuiscono durante i cambi di stagione o nei periodi di intenso studio o lavoro.
    Altre esigenze, anch’esse spesso associate a momenti specifici dell’anno, sono il supporto al sistema immunitario (79%) e all’apparato digerente (66%).

    Perché gli italiani sono così legati agli integratori, soprattutto per queste problematiche? Dalla ricerca emergono diversi fattori. Si evidenzia, innanzitutto, un equilibrio psicologico spesso fragile: solo 6 italiani su 10 si dichiarano soddisfatti della qualità del proprio sonno, mentre il restante 40% lamenta risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi o risvegli precoci.
    A guidare la scelta degli integratori sono soprattutto i consigli di farmacisti e medici (58%).

    Farmacia e parafarmacia restano i canali di vendita preferiti

    Tuttavia, quasi un italiano su tre decide autonomamente, grazie soprattutto alle ricerche online e alla conoscenza dei marchi.
    I canali di vendita preferiti restano quelli fisici, farmacia (57%) e parafarmacia (39%), anche se il 55% degli intervistati si dice aperto anche all’acquisto online.

    Se lavoro e studio incidono notevolmente sul benessere fisico e mentale (il 70% segnala un impatto negativo, probabile o certo), il 78% afferma che influisce su umore ed energia il cambio di stagione, mentre il 45% riconosce nell’uso dei social network un impatto sul proprio benessere mentale.
    Molti intervistati, quindi, cercano di preservare una mente sana e in forma.

    Come coltivare il benessere psicofisico?

    Il 24% pratica attività utili alla concentrazione come meditazione, yoga o tai-chi, mentre 1 italiano su 2 si dedica ad hobby pratici o attività all’aperto (fai da te, camminate, giardinaggio, sport). E il 44% del campione svolge attività che stimolano la mente, come enigmistica, corsi, giochi di strategia o scrittura.

    Anche a tavola però non mancano i problemi. Il 70% degli italiani soffre con una certa frequenza di disturbi digestivi come gonfiore, meteorismo, reflusso o digestione lenta.
    E non si tratta solo di un disagio personale. Per il 72% di chi ne soffre, questi disturbi hanno un impatto sulla vita sociale, tanto che 1 su 4 (25%) ammette di aver rinunciato a eventi o uscite proprio a causa di questi problemi.

    Sentiment italiano: fiducia in calo tra i consumatori, in crescita tra le imprese

    Nel mese di giugno 2025, l’andamento della fiducia in Italia disegna un quadro altalenante. Secondo le rilevazioni Istat, le imprese fanno registrare un aumento del sentiment positivo, mentre tra i consumatori si rileva una lieve battuta d’arresto rispetto al mese precedente.

    I cittadini tornano scettici: aumenta il pessimismo

    La fiducia dei consumatori si riduce leggermente, passando da 96,5 a 96,1. La flessione coinvolge la maggior parte delle componenti che costituiscono l’indice, fatta eccezione per le valutazioni sul contesto economico generale e per le attese sull’occupazione, che restano stabili o in lieve miglioramento.

    Osservando gli indicatori specifici, il clima legato alla situazione economica nazionale cresce da 97,5 a 99,6, mentre restano invariati i giudizi sul futuro (93,7). Scendono invece sia la percezione delle condizioni personali (da 96,1 a 94,8), sia quella della situazione attuale (da 98,6 a 97,9), segnalando un sentimento di prudenza diffusa tra le famiglie italiane.

    Le imprese puntano sulla ripresa, tranne nel commercio

    Il clima di fiducia delle imprese segna un progresso, passando da 93,1 a 93,9. La crescita interessa tutti i principali comparti produttivi, ad eccezione del commercio al dettaglio, dove si osserva una leggera contrazione (da 102,8 a 101,9), dovuta in particolare alla grande distribuzione.

    Nel settore manifatturiero, le previsioni di produzione migliorano, nonostante il calo nei giudizi sugli ordini. Nel comparto edilizio, l’ottimismo riguarda soprattutto le prospettive occupazionali, mentre nei servizi di mercato crescono i giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento generale. I trasporti guidano la crescita del settore, mentre i servizi turistici mostrano segnali di rallentamento.

    Un’economia in cerca di equilibrio

    Nel complesso, il mese di giugno mostra un’economia che si muove su due binari. Le imprese manifestano un atteggiamento più fiducioso, spinte da aspettative in miglioramento e segnali positivi in diversi settori. Le famiglie, invece, appaiono più caute, condizionate da incertezze legate alla sfera personale e quotidiana.