Famiglia

La Generazione Alpha tra sogni, paure e voglia di cambiare

Cosa sognano i ragazzi di oggi e come si pongono nei confronti del domani che li aspetta? La nuova edizione dell’Osservatorio Genere e Stereotipi 2025, realizzata da Henkel Italia insieme a Eumetra, ha provato a capire proprio questo: cosa pensano, cosa desiderano e quali ostacoli percepiscono i tredicenni e quindicenni della Generazione Alpha.

Il titolo della ricerca, “I sogni a ostacoli della Generazione Alpha”, è già di per sé molto eloquente: entusiasmo e incertezze convivono, la consapevolezza cresce, ma gli stereotipi non sono ancora del tutto superati.

Ragazze e ragazzi: si sogna in grande, con un po’ di paura 

Il 44% delle ragazze e il 39% dei ragazzi ha grandi progetti per il futuro. E’ questo il principale dato che emerge dalla ricerca. Ma si scopre anche che la famiglia rimane un punto di riferimento fondamentale: oltre il 70% dei giovani si sente supportato nel coltivare le proprie passioni.
Le cose cambiano, invece, quando si parla di fiducia in sé stessi. Soprattutto, emergono risposte diverse a seconda del genere. Il 78% dei ragazzi pensa di poter lasciare il segno nel mondo, contro il 70% delle ragazze. E se il 21% dei ragazzi crede di poter emergere, tra le ragazze questa cifra scende al 16%.

Le maggiori preoccupazioni riguardano discriminazioni e ostacoli di genere: il 28% delle ragazze teme penalizzazzioni al lavoro, e il 31% è preoccupato per le conseguenze legate alla maternità. Non sorprende che molte dicano di aver visto le proprie madri faticare per conciliare carriera e vita familiare, nonostante oggi i papà siano sempre più presenti anche nella vita domestica.  

I modelli di riferimento? Non sono gli influencer

Curiosamente, c’è uno scarto tra ciò che gli adulti pensano e la percezione dei ragazzi: mentre il 70% degli adulti crede che gli influencer siano i principali modelli, solo il 2% dei preadolescenti li indica come esempio.
I veri punti di riferimento restano i genitori, concreti simboli di impegno e realizzazione personale.

Media, linguaggio e nuove consapevolezze

La Generazione Alpha osserva i media con spirito critico: l’84% delle ragazze e l’81% dei ragazzi ritiene che uomini e donne siano ancora rappresentati in modo stereotipato, tra canoni di bellezza obbligatori e mascolinità forzata.
Sul linguaggio, i giovani chiedono meno simboli e più sostanza: non vogliono solo schwa o asterischi, ma un modo di parlare che rispetti davvero le differenze.

L’ascolto come chiave del cambiamento

Secondo Eumetra, che accompagna Henkel Italia fin dalla prima edizione dell’Osservatorio, ascoltare i più giovani è fondamentale per capire dove stia andando la società.
Questo approccio è coerente anche con il recente rinnovo della Certificazione per la Parità di Genere, che conferma una direzione chiara: costruire un futuro più equo, dove i sogni — anche se a ostacoli — restino possibili per tutti.

Surgelati: l’Europa a tavola sceglie prodotti frozen

Frozen in Focus, è il report di Findus sulle scelte di consumo di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Svezia- E i suoi risultati parlano chiaro: il 42% dei consumatori europei inserisce nei propri pasti prodotti surgelati da due a quattro volte alla settimana, a conferma del ruolo sempre più centrale del frozen food per una dieta più varia ed equilibrata. I prodotti surgelati si affermano infatti come la soluzione ideale per garantire un’alimentazione varia e nutriente durante tutto l’anno, rispondendo efficacemente anche a gusti e necessità alimentari in evoluzione.

Ma sono soprattutto praticità, risparmio di tempo e sostenibilità a rendere i surgelati sempre più presenti nelle abitudini alimentari delle famiglie europee.

Il 40% degli italiani li consuma anche 4 volte a settimana 

L’Italia, insieme alla Germania, si posiziona sopra la media europea, con il 44% dei consumatori che utilizza prodotti alimentari surgelati fino a 4 volte a settimana, seguita da Regno Unito (41%), Svezia (29%), Francia (28%).

Significativa è anche la crescente consapevolezza sul valore del frozen nell’inserire prodotti stagionali nella dieta. Quasi 4 consumatori europei su 10 (39%) apprezzano come i surgelati permettano di cucinare con ingredienti di stagione tutto l’anno, contribuendo così a migliorare la qualità e la varietà della propria alimentazione.

Stesso valore nutrizionale…

Ma se oltre 6 consumatori europei su 10 (63%, 58% Italia) sanno che i surgelati hanno un valore nutrizionale equivalente a quello dei prodotti freschi, solo il 21% è consapevole che in alcuni casi possono anche superarli.

Più della metà dei consumatori europei (51%) però li sceglie per il risparmio di tempo. Tendenza particolarmente marcata in Italia, dove il 52% riconosce nei prodotti frozen un alleato prezioso nella gestione più efficiente dei pasti.
Perfetti per chi cerca soluzioni per semplificare la quotidianità, i surgelati offrono anche vantaggi sul fronte economico. Il 36% degli europei li sceglie infatti perché permettono di risparmiare denaro (Italia 26%).

…meno visite al supermercato

Per il 45% degli europei acquistare surgelati consente anche di ridurre il numero di visite al supermercato o risparmiare fino a un’ora nella preparazione dei pasti (28%, Italia 31%). Tra le motivazioni più forti c’è anche la volontà di ridurre gli sprechi alimentari (47%).
E se anche in Italia il 35% dei consumatori desidera un freezer più capiente, lo spazio in freezer influenza il modo di fare la spesa (57% italiani, 51% europei).

Accanto al freezer, l’arrivo in cucina di nuovi strumenti come friggitrici ad aria, robot da cucina e altri elettrodomestici smart sta cambiando il modo di preparare i pasti surgelati. In particolare, la friggitrice a aria si sta affermando come il partner ideale del freezer. Oltre la metà (59%) degli over55 nel Regno Unito ne possiede una, seguiti dal 45% in Germania e dal 42,5% in Italia.

Giovani YouTuber sì ma in sicurezza. Qualche consiglio per i genitori

Per molti ragazzi i content creator rappresentano veri e propri modelli di riferimento, e il desiderio di emergere online si manifesta spesso già prima dell’adolescenza. In questo contesto, il coinvolgimento dei genitori non è solo utile, ma fondamentale.

Oltre il 30% dei bambini della Generazione Alpha sogna infatti di diventare social media creator, e circa il 32% dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni indica lo YouTuber come professione ideale.
Per aiutare i genitori a proteggere i bambini e imparare a mettere in pratica le principali regole di cybersecurity gli esperti di Kaspersky hanno messo a punto la “Digital Schoolbag: A Parent’s Guide for the School Year”, una guida creata per fornire i consigli per affrontare il mondo online, ma anche offline, in sicurezza.

Affrontare in modo naturale i temi cruciali del mondo online

Se un bambino dice di voler diventare YouTuber è normale che i genitori si preoccupino. Ma la risposta più costruttiva non è vietarlo, bensì aprire un dialogo. Chiedere perché il bambino desidera aprire un profilo, quali contenuti vorrebbe condividere e scoprire insieme gli ultimi trend online aiuta infatti a entrare nel suo mondo.

Questo atteggiamento ha due vantaggi: da un lato dimostra attenzione autentica per i suoi interessi, creando fiducia, e dall’altro permette di affrontare in modo naturale temi cruciali come la privacy, i limiti dei contenuti e la gestione del tempo online.
Per rendere queste conversazioni più semplici e coinvolgenti, è utile partire da risorse adatte all’età.

Buone abitudini digitali fin dall’inizio

Invece di consegnare un telefono e lasciare che i propri figli imparino da soli è importante prendersi il tempo necessario per configurare gli account insieme. Che si tratti di YouTube, TikTok, Instagram o un’altra piattaforma, scegliere impostazioni di privacy adeguate (chi può vedere i post, commentare o inviare messaggi), disattivare l’impostazione di geolocalizzazione predefinita, utilizzare una password forte e unica, e abilitare l’autenticazione a due fattori (2FA) offrono una protezione aggiuntiva.

Questo non solo reduce il rischio di hacking o esposizione, ma insegna anche al proprio figlio buone abitudini di sicurezza digitale fin dall’inizio.

Imparare a non condividere tutto

Quando i bambini pubblicano contenuti online spesso vogliono condividere tutto: dove sono, cosa fanno e con chi sono.
“Crescere” online, però, vuole dire imparare che non tutte le informazioni devono essere rese pubbliche. È quindi importante aiutare i propri figli a capire la differenza tra creare e consumare contenuti divertenti ed essere esposto a materiali o attività potenzialmente pericolosi o dannosi.

Questo significa, ad esempio, non condividere l’indirizzo di casa, il nome della scuola, gli orari, i programmi delle vacanze o i luoghi frequentati regolarmente. Si tratta di dettagli che possono involontariamente rendere i ragazzi e le ragazze più facili da rintracciare. Soprattutto se questi dati vengono abbinati a foto, tag di posizione e timestamp.

Cosa desiderano veramente gli italiani? Valori, non beni materiali

Quali sono i desideri degli italiani? Beni tecnologici, una casa o un’auto nuova? O ancora, denaro, successo e salute?
Sì, ma in definitiva, anche no. Quando infatti si scende nel profondo e si apre il diario dei desideri autentici, gli italiani indicano altro.
Lo ha scoperto Human Highway, che da 18 anni conduce una ricerca sui desideri delle persone attraverso l’analisi del concetto di regalo.

L’analisi di Human Highway parte dai regali materiali per passare a quelli che non esistono, i cosiddetti ‘fantaregali’, come, ad esempio, la pillola che fa ringiovanire di 10 anni, per giungere ai regali che non si possono comprare. Sono i doni immateriali che non hanno né un mercato né un prezzo.

Qual è il regalo perfetto per chi si ama?

Per ottenere risposte più sincere, l’indagine ha chiesto di indicare il regalo più autentico e sincero e che si vorrebbe fare a qualcuno a cui si vuole bene. Infatti, quando agli italiani si chiede di concentrarsi su ciò che conta davvero, ecco emergere otto ‘classi’ di regali.
La prima classe è rappresentata dai valori, come, ad esempio, serenità, felicità, pace, speranza, fiducia, realizzazione personale, con quasi tre citazioni su dieci.

I valori sono seguiti dai beni materiali, con una indicazione su sei, poco più indietro della ‘salute’.
È interessante osservare la menzione del ‘tempo’. Il dono di tempo è più frequente nelle età centrali della vita, quando questa risorsa si avverte come più scarsa e quindi più preziosa.

I doni che non si possono comprare

Ma a chi si vorrebbe regalare il regalo che non si può comprare? In due casi su tre a una persona della propria famiglia.
Nel 16,9% dei casi si pensa a una persona esterna al nucleo famigliare, e spesso si tratta di casi di bisogno e di una certa gravità.

Il 6,1% dei regali è auspicato per tutti, cioè a tutto il mondo (in particolare, la pace), mentre in due casi su cento il regalo è fatto a sé stessi.
La combinazione tra l’oggetto del regalo e il destinatario produce poi 72 combinazioni. E i casi più frequenti riguardano i genitori che donano valori ai propri figli (7,3%) o a tutta la famiglia (5,0%).

Serenità, pace, felicità, speranza per tutto il mondo

Ai valori seguono i beni materiali, scelti per il partner, e la salute ai genitori, ciascuno al 4,3% delle citazioni, e quindi i valori a tutto il mondo, serenità, pace, felicità, speranza.

Il dono della pace, in particolare, ha visto un incremento di quattro volte dal 2020 al 2024, ed è la terza voce nella lista dei regali che si vorrebbe ricevere, dopo salute e serenità.

Energia: permane divario tra consapevolezza e azione per ridurre costi ed emissioni

Sebbene gli italiani riconoscano l’importanza di ridurre l’impronta di carbonio e i costi dell’energia per uso domestico, molti fanno ancora scelte poco incisive.
Emerge dalla terza edizione dello studio globale ‘Evoluzione del consumo energetico domestico: Intenzioni, azioni e ostacoli per una maggiore efficienza energetica’, condotto da Schneider Electric.

Il consumo di energia è infatti il principale responsabile delle emissioni all’interno delle abitazioni, e negli ultimi anni è aumentato costantemente, complice anche il maggior numero di dispositivi ed elettrodomestici presenti nelle case.
Questo, unito all’aumento dei costi energetici e all’impatto del cambiamento climatico sulla vita quotidiana, ha portato a una maggiore consapevolezza. Ma non ad agire in modo mirato e continuativo. 

Abitudini virtuose che non incidono sulla bolletta 

L’82% degli intervistati considera l’efficienza energetica importante, l’84% dichiara che l’efficienza energetica è il miglioramento che più vorrebbe ottenere in ambito domestico e per il 70% la riduzione dell’impronta di carbonio è ‘importante’. Tuttavia, solo in pochi adottano azioni davvero incisive per ridurre il consumo energetico.

Ad esempio, solo il 44% regola abitualmente la temperatura interna all’abitazione, nonostante questa sia una delle azioni a più alto impatto. Di contro, il 58% dei proprietari di casa per risparmiare energia spegne le luci, ma l’illuminazione incide solo per il 5% sulle bollette elettriche.
Anche il secondo accorgimento più diffuso, staccare i caricabatterie inutilizzati (48%), ha un impatto minimo, con un risparmio annuo di soli 0,24 euro per caricabatteria.

La soluzione è il termostato smart

Il 52% dei consumatori ritiene che l’illuminazione ‘intelligente’ migliori l’efficienza energetica. Inoltre, mentre il 24% si serve di un’illuminazione di tipo smart, solo il 21% possiede un termostato intelligente, e meno della metà degli intervistati (46%) ne riconosce i vantaggi in termini di risparmio energetico. Questo, nonostante sia dimostrato che utilizzarne uno possa ridurre le bollette fino al 30% l’anno.

Ma a dispetto delle previsioni, secondo cui l’Intelligenza artificiale e l’automazione potrebbero contribuire a ridurre fino al 10% delle emissioni globali di gas serra, il 44% degli intervistati non si affiderà mai all’AI per le attività domestiche, il 35% non è in grado di comprenderla e il 41% preferisce evitarla.

Quadro elettrico, questo sconosciuto

Inoltre, il 52% pensa che la tecnologia smart home sia troppo costosa, nonostante le case connesse possano garantire risparmi energetici fino al 22%.
Ma l’indagine rivela anche una grande lacuna nella conoscenza delle tecnologie domestiche più comuni. Il 30% degli intervistati non sa esattamente a cosa serva un quadro elettrico e il 16% non sa dove sia collocato quello di casa propria.

Il quadro elettrico è il cuore del sistema di alimentazione della casa e funge da ‘guardiano’ per garantire la sicurezza dei dispositivi, degli apparecchi elettrici e delle persone.
E ora che le case sono sempre più elettrificate, questa mancanza di conoscenza rappresenta un potenziale e grave rischio per la sicurezza.

Bonus animali domestici: cosa cambia nel 2025?

Secondo l’ultimo rapporto Assalco – Zoomark, nella primavera 2024 in Italia si contavano 65 milioni di animali domestici.
Presenti in buona parte delle case degli italiani, i pet, oltre a essere fonte inesauribile d’amore, rappresentano anche un costo nel bilancio familiare.

Per questo motivo, alcune forme di sostegno arrivano dal sistema di agevolazioni attualmente in vigore. Una buona notizia per coloro che convivono con un animaletto: anche nel 2025 potranno approfittare del bonus animali domestici.
Inoltre, per il biennio 2024 al 2026, è stato messo in campo un nuovo contributo destinato ai cittadini e alle cittadine over 65 con ISEE fino a 16.215 euro. L’agevolazione, però, non è stata ancora resa operativa, mentre si potrà beneficiare dello sconto IRPEF del 19% su spese veterinarie, e non solo.

Cosa rientra nella detrazione IRPEF? 

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi alcune spese permettono di ottenere una detrazione, ovvero, una riduzione dell’imposta da versare.
Tra le voci che danno diritto allo sconto IRPEF ci sono le spese veterinarie sostenute durante l’anno precedente la dichiarazione dei redditi. Si tratta appunto del bonus animali domestici.

Secondo quanto previsto dal Testo Unico dell’Imposte sui Redditi, sono detraibili le spese sostenute per gli animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. 
In particolare, le prestazioni professionali del medico veterinario, l’acquisto di medicinali veterinari, esclusi i mangimi speciali, le analisi di laboratorio e gli interventi presso cliniche veterinarie.

Limite di 550 euro, valore massimo di sconto 80 euro

L’agevolazione si applica però solo oltre la cifra di 129,11 euro, e fino al limite di 550 euro, per un valore massimo di sconto pari a circa 80 euro.

Per calcolare il bonus animali domestici, quindi, è possibile tenere conto di tre semplici regole. Quando il costo per la cura di cani, gatti o altri animali risulta inferiore a 129,11 euro non si ha diritto alla detrazione, quando si supera il valore di 129,11 euro restando nel limite dei 550 euro, la detrazione al 19% si dovrà calcolare sulla quota che eccede la franchigia (la differenza tra le spese sostenute e 129,11 euro).
Se, invece, la cifra delle spese veterinarie in un anno ha superato 550 euro, al contribuente spetta comunque una detrazione massima di circa 80 euro.

In attesa del decreto attuativo a favore degli  over 65

La Legge di Bilancio del 2024 ha messo in campo un nuovo bonus animali domestici destinato esclusivamente agli over 65.
Si tratta di un fondo da 750.000 euro da suddividere nel triennio 2024-2026 destinato a sostenere i proprietari di animali nel pagamento di visite veterinarie, operazioni chirurgiche e acquisto di farmaci veterinari.

La normativa stabilisce che la novità è destinata ai cittadini e alle cittadine con le caratteristiche di appartenere a un nucleo familiare con ISEE inferiore a 16.215 euro e un’età superiore a 65 anni.
Le risorse disponibili, riporta Adnkronos, dovranno essere ripartite tra le Regioni tramite un decreto attuativo, ma attualmente si attende la pubblicazione del testo utile a sbloccarne l’accesso.

Risparmiare su luce e gas: come scegliere il fornitore giusto

Quanto è difficile orientarsi tra le innumerevoli proposte dei fornitori dell’energia! E come fare per individuare la soluzione migliore? Un recente studio di Facile.it, basato su oltre 28.000 utenze esaminate tra settembre 2023 e agosto 2024, ha rivelato che il 68% di chi ha cambiato fornitore di luce e gas pagava tariffe più alte della media. Per questi utenti, l’aggravio annuale è stato di 415 euro per l’elettricità e addirittura 490 euro per il metano.

Nel dettaglio, il 76% dei contratti per la fornitura di energia elettrica presentava costi superiori alla media, con una spesa annua di circa 1.380 euro contro una media di 965 euro. Anche per il gas, il 40% degli utenti ha speso più del necessario, arrivando a pagare quasi 2.100 euro all’anno rispetto a una media di poco meno di 1.600 euro.
Secondo gli esperti di Facile.it, la grande varietà di offerte sul mercato libero rende difficile individuare la soluzione migliore, e scegliere un’opzione poco conveniente può costare centinaia di euro in più all’anno.

I vantaggi del cambio fornitore

Nonostante i rischi, molti consumatori hanno risparmiato scegliendo con attenzione il fornitore. Sempre a parità di consumi, il risparmio annuo può arrivare fino a 180 euro per l’elettricità e quasi 400 euro per il gas.

Come verificare se stiamo pagando troppo

Per capire se stiamo spendendo più del necessario, è importante analizzare la bolletta. Uno degli indicatori principali è la spesa per la materia energia, che si trova nel dettaglio dei consumi. Dividendo questo importo per l’energia utilizzata (kWh per l’elettricità e Smc per il gas), si ottiene il costo unitario della materia energia.

Attualmente, le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato propongono un costo della materia energia intorno a 0,18 €/kWh per l’elettricità e 0,61 €/Smc per il gas. Se il valore della vostra bolletta supera questi parametri, è probabile che ci siano opzioni più convenienti.

Confrontare le offerte: i passi da seguire

Una volta individuato che si sta pagando troppo, il passo successivo è confrontare le offerte. Per farlo, occorre consultare la “bolletta di dettaglio”, che specifica due componenti chiave: quota fissa, ossia l’importo mensile indipendente dai consumi; quota variabile, legata all’effettivo utilizzo di energia o gas.

Confrontando queste voci con quelle proposte da altri fornitori, è possibile individuare l’offerta più adatta. Ad esempio, chi consuma molta energia dovrebbe scegliere tariffe con una quota variabile più bassa, mentre chi ha consumi ridotti dovrebbe prestare attenzione al costo della quota fissa.

Conclusioni

«Non esiste un fornitore migliore per tutti: la scelta dipende dalle esigenze individuali», spiegano gli esperti di Facile.it. Confrontare le tariffe è fondamentale per evitare spese inutili. Per chi trova difficoltà, rivolgersi a un consulente indipendente può essere una soluzione utile per orientarsi tra le molte offerte disponibili.

Termosifoni accesi, stangata in arrivo. Come risparmiare in bolletta?

Con le attuali tariffe del mercato libero quest’anno gli italiani per riscaldare casa spenderanno in media 1.144 euro. Dal 15 ottobre è scattato il primo semaforo verde all’accensione dei termosifoni nella Zona E, che copre gran parte del Nord e Centro Italia. Nelle settimane successive, al via anche nelle altre zone del Paese. Ma come evitare che nelle case anche le bollette del gas siano ‘bollenti’?

Anzitutto, occhio ai gradi: non serve ricreare in casa una temperatura sahariana. È nociva per la salute ed è uno spreco di gas e soldi. Abbassando di un solo grado il riscaldamento si risparmiano circa 100 euro, e riducendo l’accensione di 60 minuti al giorno si abbattono i costi di circa 36 euro in un anno.
È il primo dei 7 consigli di Facile.it per togliere qualche euro alle bollette.

Ridurre i consumi in bagno e cucina si può

Sebbene la maggior parte dei consumi di metano sia legata al riscaldamento, meglio fare attenzione anche ai fornelli. Cuocere in una pentola a pressione al posto di quella tradizionale riduce il consumo di gas, e il semplice gesto di abbassare l’intensità del fuoco dopo che l’acqua è arrivata a ebollizione consente di risparmiare fino al 25% del gas normalmente usato.

Anche in bagno bastano pochi gesti per risparmiare. Il primo naturalmente è evitare di fare scorrere a vuoto l’acqua calda. E se ormai tutti sanno che un bagno caldo consuma molto più di una doccia, ridurre la durata della doccia da 7 a 5 minuti fa risparmiare quasi 30 centesimi di euro ogni volta.

Sfruttare le valvole termostatiche per regolare la temperatura di ogni stanza

Il risparmio sui consumi energetici può essere notevole se si ha la possibilità di fare interventi strutturali sull’abitazione. Una buona controsoffittatura, ad esempio, può far risparmiare fino al 20% di energia. Si tratta di lavori importanti, ma per il 2024 possono essere, almeno in parte, ammortizzati dai Bonus casa.

Quanto alle valvole termostatiche, consentono di controllare la temperatura di ciascun termosifone e sono molto utili per chi vuole regolare la temperatura di ogni calorifero sulla base delle esigenze nelle diverse stanze.
Se si usa la camera da letto solo per dormire non serve che i radiatori vadano a pieno regime tutto il giorno.

Caldaia efficiente e fornitore più conveniente

Il controllo periodico dei fumi è obbligatorio, ma il suggerimento è fare una revisione almeno una volta l’anno. Un apparecchio non efficiente non solo è potenzialmente pericoloso, ma rischia di fare pagare più del dovuto. Anche limitare i ricambi di aria nelle ore di accensione del riscaldamento, non ostacolare i radiatori mentre sono in funzione, abbassare le persiane di notte per ridurre la dispersione di calore, sono accorgimenti che permettono di far risparmiare qualche euro.

Non meno importante, però, è valutare le tariffe offerte dal proprio fornitore di gas.
Secondo Facile.it, la spesa per la bolletta del gas può variare fino al 20% tra le migliori e le peggiori offerte sul mercato. Scegliere un fornitore non conveniente significa spendere anche 200 euro in più.

Generazione Alpha: la paghetta si spende in fast food e fast fashion

Se si dovessero rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation, la generazione del fast food e della fast fashion.
I nati dalla metà del 2010 consumano infatti cibo fast food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

L’indagine realizzata nell’ambito del programma Teenage Lab by Pixpay, la startup francese di teen banking, delinea il paniere degli acquisti degli adolescenti. E guardando ai consumi delle ragazze ai primi tre posti si posizionano Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation.

Ragazze moda-centriche, ragazzi gamer

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, figura al quarto posto Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Andare bene a scuola paga

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

Lavoretti extra o money mission per qualche extra in più

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.

Quanto incide il costo della vita sui comportamenti sostenibili? 

Il costo della vita ha un impatto diretto sui comportamenti green dei cittadini europei? Pare proprio di sì, a quanto afferma una recente ricerca condotta da Pro Carton, l’Associazione Europea dei Produttori di Cartone e Cartoncino.

L’analisi ha preso in esame l’atteggiamento di oltre 5.000 consumatori europei in 5 Paesi, ovvero Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, nei confronti dell’ambiente e degli imballaggi. Lo studio, riferisce Adnkronos, ha analizzato anche come l’economia e le dinamiche geopolitiche influenzino tali atteggiamenti.

Per 8 consumatori su 10 il costo della vita influenza gli acquisti

Per oltre l’80% dei consumatori europei, il costo della vita influenza la scelta di acquistare prodotti sostenibili. In particolare, l’Italia si distingue come il Paese dove questo fattore, sebbene rilevante, pesa meno rispetto ad altri, mentre l’importanza di uno stile di vita sostenibile è percepiuta in modo più marcato, con il 70% degli intervistati. Al contrario, in Germania (55%), Regno Unito (56%), Francia (63%) e Spagna (64%), questa percentuale è inferiore.

Le preoccupazioni degli europei: priorità e aspetti sensibili

Oltre al costo della vita, il cambiamento climatico emerge come una delle principali preoccupazioni dei consumatori europei, seguito dall’inflazione e dai conflitti. In Italia, le preoccupazioni principali sono il costo della vita (84%) e i conflitti (83%), seguiti dall’inflazione (75%). Il riciclo rimane l’azione considerata più efficace nel contrastare il cambiamento climatico, secondo il 74% degli italiani.

Il 69% degli italiani ricicla di più

La ricerca evidenzia che il 69% degli italiani ricicla più di quanto faceva un anno fa, mentre più della metà presta maggiore attenzione allo spreco dell’acqua e alla riduzione dell’uso di plastica nei prodotti confezionati.  Anche per quanto riguarda l’acquisto di un prodotto, il fatto che il packaging sia sostenibile è un fattore determinante per la scelta. Per i consumatori italiani, l’aspetto più importante è che sia facile da riciclare (lo pensa il 71%), seguito dal fatto che sia composto da materiali riciclati (per il 54%) e, infine, che sia richiudibile (per il 41%).

L’importanza del packaging sostenibile

Il 95% dei consumatori europei sarebbe disposto a pagare in media il 5,4% in più per un prodotto se il suo packaging avesse un minor impatto ambientale. Gli italiani sono tra i più inclini a spendere di più, con una disponibilità fino al 6,4%. La fiducia nel cartone come materiale riciclabile è particolarmente alta in Italia, riflettendo una crescente consapevolezza ambientale e un impegno verso la sostenibilità.