Mese: Settembre 2024

Generazione Alpha: la paghetta si spende in fast food e fast fashion

Se si dovessero rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation, la generazione del fast food e della fast fashion.
I nati dalla metà del 2010 consumano infatti cibo fast food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

L’indagine realizzata nell’ambito del programma Teenage Lab by Pixpay, la startup francese di teen banking, delinea il paniere degli acquisti degli adolescenti. E guardando ai consumi delle ragazze ai primi tre posti si posizionano Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation.

Ragazze moda-centriche, ragazzi gamer

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, figura al quarto posto Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Andare bene a scuola paga

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

Lavoretti extra o money mission per qualche extra in più

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.

Scuola: i suggerimenti per rendere il mondo plastic free

Bastano poche semplici abitudini per iniziare l’anno scolastico senza plastica. Un materiale che anche nel mondo della scuola è ovunque: da raccoglitori a penne, forbici, righelli, dalle confezioni delle merendine alle bottiglie d’acqua monouso. Una prima semplice regola sarebbe quella di riutilizzare ciò che si possiede già, e se si ha bisogno di nuovo materiale, considerare le opzioni senza plastica, come le penne ricaricabili o i righelli di legno e metallo.

E perché non ricoprire i libri di testo con carta riciclata anziché acquistare copertine di plastica o tessuto sintetico? Evitare anche i raccoglitori ad anelli in vinile: ciò riduce l’esposizione a microplastiche e sostanze chimiche dannose per la salute.
insomma, è facile e conveniente aiutare gli studenti a iniziare l’anno con materiali scolastici sani e privi di plastica. Basta scegliere materiali didattici che ne siano privi.

Viva lo zaino di seconda mano

Riutilizzare anche lo zaino dell’anno scorso, o ripararlo se usurato. Se invece è il momento di uno zaino nuovo, acquistarlo di seconda mano, o sceglierlo di materiali naturali, come tela o cotone biologico.

Quando si prepara il guardaroba, prendere in considerazione l’idea di acquistare vestiti di seconda mano, ed evitare vestiti di fibre sintetiche, come acrilico, poliestere, nylon, spandex, preferendo indumenti di origine vegetale, con cotone, canapa, lino, sughero e bambù sulle etichette.
Le scarpe sono comunemente fatte di plastica e materiali sintetici, quindi quando si può, cercarle completamente o principalmente fatte di tela, cotone, lana e altri materiali naturali.

A lezione di responsabilità ambientale

Insegnare agli studenti l’inquinamento da plastica e la crisi climatica può aiutare a creare un cambiamento che duri generazioni. Ad esempio, Trash Academy/La Academia de Basura, è un ciclo di lezioni virtuali sull’inquinamento da plastica che unisce istruzione, sensibilizzazione e scienza comunitaria.

Le risorse per gli educatori della California della California Coastal Commission offrono poi una serie di strumenti per aiutare gli studenti a comprendere e affrontare l’inquinamento da plastica, tra cui programmi e risorse, video in streaming, una rete educativa e un calendario di eventi.
Le risorse di PPC per la creazione di scuole senza plastica forniscono consigli su come utilizzare un elenco di questi e altri strumenti utili per aiutare le scuole nella loro trasformazione.

In mensa stop al monouso

Gli articoli in plastica monouso sono spesso molto diffusi nelle mense scolastiche e durante la merenda. Se lo studente porta i pasti a scuola può utilizzare contenitori per alimenti portatili, sigillabili e in acciaio inossidabile, ottimi sostituti dei sacchetti monouso in plastica con chiusura a zip, la pellicola o i contenitori in alluminio e plastica. Così come posate, cannucce e bottiglie in acciaio inossidabile. L’acqua in bottiglia di plastica contiene almeno il 50% in più di microplastica rispetto all’acqua del rubinetto, e acquistarle ha costi economici elevati.
I contenitori di vetro riutilizzabili sono un’altra buona alternativa alla plastica e possono anche essere molto convenienti se riutilizzati. Tuttavia, non sono adatti ai bambini piccoli.