Cybercrime, la sua crescita è davvero inarrestabile?

Il cybercrime – che causa incidenti per estorcere denaro – è stato nel 2024 responsabile di quasi 9 attacchi su 10, rappresentando l’86% degli attacchi globali. Rispetto all’anno precedente, il fenomeno ha registrato un aumento di tre punti percentuali, confermando il crescente interesse della criminalità organizzata verso il cyberspazio. Lo rivela il Rapporto Clusit 2025, realizzato dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, Sofia Scozzari, del Comitato Direttivo Clusit, sottolinea come il rendimento economico del cybercrime abbia superato quello di molte attività illegali tradizionali, grazie ai modelli “as-a-Service” che permettono di lanciare attacchi anche senza particolari competenze tecniche.

Parallelamente, gli attacchi di matrice hacktivista sono aumentati del 16%, mentre quelli legati alla cosiddetta “guerra delle informazioni” sono quasi raddoppiati. L’unica categoria in diminuzione riguarda gli attacchi per spionaggio e sabotaggio, con un calo di circa 20 punti percentuali. Tuttavia, questi ultimi hanno avuto impatti devastanti nel 70% dei casi, soprattutto a causa dei conflitti geopolitici in corso.

Aumento del 40,6% sull’anno precedente 

Anche in Italia il cybercrime ha rappresentato la principale minaccia informatica del 2024, con il 78% degli attacchi totali attribuibili a gruppi criminali organizzati. Questo dato segna una crescita del 40,6% rispetto all’anno precedente, evidenziando una vulnerabilità sempre maggiore.

Un altro fenomeno di rilievo è stato l’hacktivism, spesso legato a tensioni geopolitiche. Su un totale di 279 attacchi registrati in Italia, 80 sono stati riconducibili a movimenti attivisti, pari al 29% del totale. Al contrario, nel nostro Paese non si sono verificati episodi rilevanti di spionaggio o di guerra informatica, a differenza di quanto osservato a livello globale.

Sono tre i settori più colpiti

A livello mondiale, il 44% degli attacchi ha riguardato tre categorie principali: obiettivi multipli (18%), istituzioni governative e forze armate (13%) e sanità (13%). Gli attacchi indiscriminati a obiettivi multipli continuano a essere i più diffusi, mentre quelli contro enti pubblici e ospedali risultano particolarmente critici per la rilevanza dei dati sottratti.

Nel 2024 si è registrato un forte aumento degli attacchi nei settori media (+175%), commercio (+92%), istruzione (+43%) e manifatturiero (+38%). In controtendenza, il comparto finanziario e assicurativo ha visto una riduzione del 16%, in parte grazie a nuove normative come il Regolamento DORA, che ha rafforzato la sicurezza nel settore.

In Italia bersagliato il comparto dell’informazione

In Italia, il settore più bersagliato è stato quello dell’informazione, con il 18% degli attacchi totali. Seguono il comparto manifatturiero e gli attacchi a obiettivi multipli (entrambi con il 16%), mentre il settore governativo ha registrato il 10% degli incidenti.

I trasporti e la logistica hanno visto un calo del 4% rispetto al 2023, ma restano tra i settori più vulnerabili, con un numero di attacchi superiore alla media globale. Anche il settore sanitario ha subito una lieve riduzione degli attacchi rispetto all’anno precedente.

Servono strategie di difesa più efficaci

La crescente digitalizzazione sta esponendo sempre più settori agli attacchi informatici. Un esempio emblematico è stato il grave attacco subito dal settore dei media nel 2024, che ha compromesso i dati di cinque milioni di persone. Questo episodio dimostra come una singola vulnerabilità possa causare danni enormi a livello sociale ed economico.

Luca Bechelli, del Comitato Direttivo Clusit, evidenzia la necessità di adottare strategie di sicurezza più avanzate. La Direttiva NIS2, recentemente aggiornata, mira a rafforzare la protezione dei settori critici, ma il rischio rimane elevato. Le aziende e le istituzioni devono investire in tecnologie più sicure e sviluppare una maggiore consapevolezza sui pericoli del cybercrime.

Perché San Valentino è anche la festa delle… truffe online? 

San Valentino è il patrono dell’amore e della condivisione e il 14 febbraio è una giornata speciale per scambiarsi regali e dimostrazioni di affetto. Tuttavia, accanto a fiori e cioccolatini, si cela un’insidia sempre più diffusa: le truffe online. Ogni anno, con l’arrivo della festa degli innamorati, le caselle di posta si riempiono di offerte e promozioni, molte delle quali nascondono tentativi di frode.

Secondo il report di Bitdefender Antispam Lab, nel 2025 il 50% delle e-mail di spam legate a San Valentino sono state identificate come fraudolente, un dato in netto aumento rispetto all’anno precedente, quando la percentuale si attestava al 25%. Questo incremento mostra come i truffatori sfruttino la ricorrenza per ingannare le persone e ottenere informazioni sensibili.

Da dove arrivano le mail fraudolente?

I messaggi ingannevoli iniziano a circolare già dalla metà di gennaio, raggiungendo il picco massimo nei primi giorni di febbraio. Gli Stati Uniti risultano essere il principale Paese di origine di queste e-mail fraudolente, seguiti da Indonesia, India e Regno Unito. Ma non solo: sono anche la nazione che riceve la maggior parte di questi messaggi, con quasi la metà dello spam a tema San Valentino destinato alle caselle di posta americane.

I truffatori approfittano del forte coinvolgimento emotivo e della predisposizione agli acquisti tipica di questo periodo per diffondere e-mail ingannevoli, spesso mascherate da offerte imperdibili, premi esclusivi o sondaggi con regali in palio.

Come vengono ingannate le vittime?

Uno dei metodi più diffusi per attirare le persone in trappola è l’invio di e-mail che invitano a partecipare a sondaggi con la promessa di vincere premi esclusivi. In realtà, queste campagne hanno il solo scopo di raccogliere dati personali e bancari, chiedendo spesso un piccolo pagamento per la “spedizione” del premio o una verifica della carta di credito, che si trasforma in un furto di denaro.

Un’altra tecnica molto utilizzata è l’invio di messaggi falsi che sembrano provenire da brand famosi. I truffatori creano siti web che imitano quelli ufficiali per convincere le vittime a inserire dati sensibili, sfruttando la fiducia riposta nei marchi conosciuti.

Le tecniche di difesa

Per evitare brutte sorprese, è fondamentale essere prudenti. Prima di aprire un’e-mail o cliccare su un link, è importante verificare il mittente e diffidare di offerte troppo allettanti. Non bisogna mai fornire dati personali o bancari su siti non ufficiali e, in caso di dubbio, è sempre meglio consultare direttamente il sito dell’azienda in questione.

San Valentino dovrebbe essere un momento di gioia e non un’occasione per cadere vittima di truffe. Essere informati e attenti è il modo migliore per proteggersi e vivere questa giornata in tutta serenità.

Gen Z e salute mentale: le cause del disagio giovanile

Lo conferma l’ultima edizione dell’osservatorio Eumetra ‘Benessere e Sostenibilità’: il 35% dei giovani appartenenti alla Generazione Z riferisce uno stato d’ansia elevato.
Si tratta di una percentuale che supera di oltre 10 punti quella dei Millennial (23%), è quasi il doppio rispetto alla GenX (17%) ed è tre volte rispetto ai Boomer (11%).

Ma perché i giovani della GenZ sperimentano livelli di ansia e angoscia superiori rispetto alle generazioni precedenti? Tra i principali fattori emergono la sensazione di non essere mai all’altezza delle aspettative altrui, la necessità di raggiungere il massimo in tempi prestabiliti con la paura di fallire, il timore di perdersi qualcosa (FOMO, Fear of Missing Out) e l’eccessiva esposizione a un bombardamento di informazioni spesso contraddittorie. Un aspetto particolarmente critico è l’aumento del ritiro sociale tra gli adolescenti.

Isolamento sociale e iperconnessione erodono il benessere psicologico

L’analisi condotta dal gruppo di ricerca ‘Mutamenti sociali, valutazione e metodi’ (MUSA) del Cnr-Irpps, basata su un campione nazionale di oltre 7.500 adolescenti tra 14 e 19 anni, mostra come la percentuale di giovani che non incontrano più i loro amici fuori dall’ambito scolastico è quasi raddoppiata dopo la pandemia. Nel 2019 era pari al 5,6%, nel 2022 è arrivata al 9,7%. 

Questo fenomeno sottolinea come l’isolamento sociale sia diventato un problema serio e persistente, correlato a fattori relazionali e psicologici, tra cui l’iperconnessione ai social media, che erode progressivamente la qualità delle interazioni sociali e il benessere psicologico individuale.

Affermazione di sé e relazioni nell’epoca ON LIFE

Per comprendere il fenomeno, è tuttavia essenziale considerare che il sistema valoriale della Gen Z, pur con differenze interne, si fonda su due assi fondamentali. La relazione con gli altri nell’era ‘ON LIFE’, in cui il mondo fisico e digitale sono intrecciati, fa sì che gestire le relazioni diventi più complesso rispetto al passato, e l’affermazione di sé.

La GenZ non è meno ambiziosa delle generazioni precedenti, ma aspira a percorsi di formazione e carriera con condizioni diverse.

Quale futuro?

Questa complessità si riflette anche nella visione del futuro dei giovani. Secondo l’Osservatorio Eumetra sulla GenZ condotto in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, il punteggio medio di ottimismo sul futuro è inferiore a 7, con oltre il 40% dei giovani che nutre una visione negativa. 
In Spagna e Germania, il punteggio si alza di poco oltre il 7 grazie a una quota maggiore di risposte con valori compresi tra 9 e 10. 

Il benessere psicologico della GenZ rappresenta dunque una sfida prioritaria.
Investire in percorsi di formazione più flessibili, ambienti di lavoro stimolanti e spazi di socializzazione inclusivi, potrebbe essere la chiave per aiutare i giovani a costruire un futuro più sereno e sostenibile.

Bonus animali domestici: cosa cambia nel 2025?

Secondo l’ultimo rapporto Assalco – Zoomark, nella primavera 2024 in Italia si contavano 65 milioni di animali domestici.
Presenti in buona parte delle case degli italiani, i pet, oltre a essere fonte inesauribile d’amore, rappresentano anche un costo nel bilancio familiare.

Per questo motivo, alcune forme di sostegno arrivano dal sistema di agevolazioni attualmente in vigore. Una buona notizia per coloro che convivono con un animaletto: anche nel 2025 potranno approfittare del bonus animali domestici.
Inoltre, per il biennio 2024 al 2026, è stato messo in campo un nuovo contributo destinato ai cittadini e alle cittadine over 65 con ISEE fino a 16.215 euro. L’agevolazione, però, non è stata ancora resa operativa, mentre si potrà beneficiare dello sconto IRPEF del 19% su spese veterinarie, e non solo.

Cosa rientra nella detrazione IRPEF? 

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi alcune spese permettono di ottenere una detrazione, ovvero, una riduzione dell’imposta da versare.
Tra le voci che danno diritto allo sconto IRPEF ci sono le spese veterinarie sostenute durante l’anno precedente la dichiarazione dei redditi. Si tratta appunto del bonus animali domestici.

Secondo quanto previsto dal Testo Unico dell’Imposte sui Redditi, sono detraibili le spese sostenute per gli animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. 
In particolare, le prestazioni professionali del medico veterinario, l’acquisto di medicinali veterinari, esclusi i mangimi speciali, le analisi di laboratorio e gli interventi presso cliniche veterinarie.

Limite di 550 euro, valore massimo di sconto 80 euro

L’agevolazione si applica però solo oltre la cifra di 129,11 euro, e fino al limite di 550 euro, per un valore massimo di sconto pari a circa 80 euro.

Per calcolare il bonus animali domestici, quindi, è possibile tenere conto di tre semplici regole. Quando il costo per la cura di cani, gatti o altri animali risulta inferiore a 129,11 euro non si ha diritto alla detrazione, quando si supera il valore di 129,11 euro restando nel limite dei 550 euro, la detrazione al 19% si dovrà calcolare sulla quota che eccede la franchigia (la differenza tra le spese sostenute e 129,11 euro).
Se, invece, la cifra delle spese veterinarie in un anno ha superato 550 euro, al contribuente spetta comunque una detrazione massima di circa 80 euro.

In attesa del decreto attuativo a favore degli  over 65

La Legge di Bilancio del 2024 ha messo in campo un nuovo bonus animali domestici destinato esclusivamente agli over 65.
Si tratta di un fondo da 750.000 euro da suddividere nel triennio 2024-2026 destinato a sostenere i proprietari di animali nel pagamento di visite veterinarie, operazioni chirurgiche e acquisto di farmaci veterinari.

La normativa stabilisce che la novità è destinata ai cittadini e alle cittadine con le caratteristiche di appartenere a un nucleo familiare con ISEE inferiore a 16.215 euro e un’età superiore a 65 anni.
Le risorse disponibili, riporta Adnkronos, dovranno essere ripartite tra le Regioni tramite un decreto attuativo, ma attualmente si attende la pubblicazione del testo utile a sbloccarne l’accesso.

Lavoro: ripensare le strategie di talent acquisition per trattenere “chi vale”

Oggi alle aziende è richiesto un profondo ripensamento delle proprie strategie di talent acquisition, se vogliono trattenere i talenti al loro interno.
“Le persone sono diventate più esigenti perché riconoscono quanto le ore trascorse in azienda influenzino profondamente la qualità della vita personale – spiega Carola Adami, della società di head hunting Adami & Associati -. Questa consapevolezza ha generato aspettative più elevate in termini di ambiente lavorativo, flessibilità e opportunità di crescita”. 

Se fino a pochi anni fa le persone si identificavano principalmente con la propria professione, oggi il lavoro viene considerato una componente importante, ma non predominante, della vita. Un cambio di prospettiva che non ha portato a un disinteresse verso la sfera professionale. Anzi, ha intensificato l’attenzione nella scelta del percorso lavorativo.

Significative difficoltà nella selezione del personale per l’88% delle imprese

Il crescente divario tra aspettative dei candidati e proposte aziendali rappresenta oggi una delle principali sfide nel recruitment. Come evidenzia l’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, l’88% delle imprese italiane riscontra significative difficoltà nella selezione del personale, con un peggioramento nell’ultimo anno per oltre la metà delle imprese.

I numeri fotografano una situazione preoccupante. Solo il 9% degli italiani si dichiara soddisfatto della propria occupazione, e solo il 5% si considera pienamente realizzato nel proprio ruolo.
Non sorprende, quindi, che il 42% abbia recentemente cambiato impiego o stia pianificando di farlo, guidato principalmente dalla ricerca di un maggior benessere psicofisico.

Oggi il principale driver del cambiamento professionale è il benessere 

“È la prima volta nella storia che il benessere emerge come principale driver del cambiamento professionale – sottolinea Adami -, un segnale che le aziende non possono permettersi di ignorare. Per attrarre e fidelizzare i talenti, è prioritario che le organizzazioni creino un ambiente lavorativo realmente salutare”.

Questo significa sviluppare strategie concrete su più fronti. In particolare, implementare politiche efficaci per la gestione e la riduzione dello stress correlato al lavoro, garantire carichi di lavoro sostenibili e una corretta distribuzione delle responsabilità, sviluppare programmi di welfare aziendale strutturati e personalizzabili. E assicurare il pieno rispetto delle normative sulla sicurezza e la salute sul lavoro.

Impegno concreto e valori aziendali sempre più importanti

“I talenti cercano organizzazioni che investano concretamente nella loro crescita – continua Adami -. Questo significa offrire percorsi di carriera chiari, programmi di formazione continua e possibilità concrete di ampliare le proprie competenze”.

Inoltre, oggi si assiste a un fenomeno nuovo: “i giovani talenti valutano attentamente i valori e l’impatto sociale dell’organizzazione prima di candidarsi – osserva l’head hunter -. Non si tratta più solo di offrire una buona retribuzione, ma di dimostrare un impegno concreto verso le sfide globali del nostro tempo”.
La chiave per il successo nel talent acquisition risiede quindi nella capacità delle imprese di evolvere e adattarsi a queste nuove esigenze. Le organizzazioni devono ripensare le politiche di gestione delle risorse umane, il posizionamento valoriale, e la cultura aziendale.

Wikipedia: la classifica delle voci più lette nel 2024

Secondo Wikimedia Italia, l’associazione che sostiene la popolare enciclopedia online, nel 2024 a dominare la scena delle voci più cercate su Wikipedia Italia è Jannik Sinner, seguito dal Napoli Calcio e dalla RAI.

Nei primi sei mesi dell’anno, con le sue imprese sui campi internazionali la voce dedicata al tennista italiano ha infatti raccolto 5.023.355 visite. La continua ascesa nel ranking mondiale e la partecipazione ai principali tornei del circuito ATP hanno attirato su Sinner un’enorme attenzione mediatica, tradotta in una massiccia ricerca online.

Il Napoli Calcio conquista invece 2.863.957 visite (e il secondo gradino del podio) anche dopo la storica stagione 2022-2023 conclusa con la vittoria dello scudetto.
Segno che i tifosi non hanno smesso di seguire la squadra azzurra. Ma Il terzo posto, con 2.400.763 visite, spetta alla RAI.

Dalla RAI a Facebook a l’Italia

Un terzo gradino che conferma l’importanza del 2024 per la Rai radiotelevisione italiana, anno della celebrazione del 70° anniversario delle trasmissioni televisive, andate in onda per la prima volta il 3 gennaio 1954.

Un altro tema che ha catalizzato l’attenzione degli utenti è stato il 20° anniversario di Facebook, la piattaforma di Mark Zuckerberg, al quarto posto delle voci più cercate su Wikipedia (2.280.076 visite).
In quinta posizione invece c’è …l’Italia, con 2.018.285 visite. Complice la partecipazione alle elezioni europee e regionali del 2024, ma anche alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024.

Emozioni in classifica: Mango, Angelina Mango, gli Europei, Elisa Claps

Il sesto posto è riservato al cantante Mango (1.941.212 visite). A spingere la sua popolarità è stata la figlia Angelina, vincitrice del Festival di Sanremo 2024, un evento che ha riportato l’attenzione sulla carriera musicale e l’eredità artistica del padre. Non sorprende, quindi, trovare anche Angelina Mango nella settima posizione, con 1.870.711 visite.
Tra le voci più cercate non manca il Campionato europeo di calcio 2024, all’ottavo posto (1.781.970 visite).

Un tema che ha invece suscitato emozioni e riflessioni profonde è stato il caso dell’omicidio di Elisa Claps (1.696.558 visite), al nono posto. Un clamore mediatico alimentato dal documentario di Pablo Trincia (‘Dove Nessuno Guarda’) e dalla miniserie televisiva (‘Per Elisa – Il caso Claps’), diretta da Marco Pontecorvo. Due produzioni che hanno riportato sotto i riflettori uno dei casi italiani di cronaca nera più seguiti.

“Povere Creature!” chiude la top 10

Chiude la top 10 il film ‘Povere Creature!’, del regista Yorgos Lanthimos (1.694.016 visite), un titolo che ha trionfato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Leone d’Oro, successivamente premiato con due Golden Globe e quattro Oscar, compreso il premio come Miglior attrice protagonista a Emma Stone

Questa classifica, riporta Persemprenews, evidenzia come Wikipedia rifletta i gusti e le preoccupazioni degli utenti in un anno segnato da eventi sportivi, momenti storici e storie di cronaca. La presenza di atleti come Jannik Sinner, il successo musicale di Angelina Mango, le celebrazioni della RAI e di Facebook, e il ritorno di attenzione sul caso Claps, mostrano un pubblico variegato e interessato a temi di attualità, sport e spettacolo.

Efficienza energetica: il 56% dei risparmi arriva dalle detrazioni

È quanto emerge dal 13° Rapporto annuale Enea sull’efficienza energetica, presentato nel corso di un convegno a Roma: nel 2023 in Italia sono stati realizzati nuovi risparmi energetici per oltre 3,6 Mtep (1 milione di tonnellate di petrolio), pari ai consumi elettrici complessivi del Lazio e della Toscana.

Il risparmio è stato generato grazie a progetti avviati dal 2021 con il supporto delle misure per ottemperare agli obblighi della Direttiva europea sull’efficienza energetica. Un risparmio equivalente al 92% dell’obiettivo fissato per il solo 2023 dal Pniec (Piano Energia e Clima).
Complessivamente, risulta ancora preponderante il traino delle detrazioni fiscali, ovvero, circa 2 Mtep, pari a una quota del 56,2% dei risparmi totali 2023.

I Certificati Bianchi e la riduzione dei consumi di energia finale

Oltre a queste misure, la riduzione dei consumi di energia finale è attribuibile alla crescita dei Certificati Bianchi, che hanno raggiunto il 28% rispetto al 2022, spingendo il dato cumulato a 0,6 Mtep, agli incentivi per la mobilità sostenibile (0,4 Mtep) e al Conto Termico (0,3 Mtep).

Sono in aumento anche i risparmi energetici conseguiti nell’ambito dei progetti realizzati attraverso i Fondi di coesione, con un risparmio di energia finale di circa 31,8 ktep/anno al 2023.
Da segnalare il ruolo giocato dalle campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto quasi 14 milioni di cittadini per quanto concerne il settore residenziale. La stima dei risparmi indotti dai cambiamenti nei comportamenti di consumo, da parte di individui e imprese, è pari a oltre 0,1 Mtep.

Puntare su tecnologie emergenti e digitalizzazione

“L’efficienza energetica rappresenta la chiave per raccogliere alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo e raggiungere i traguardi disegnati dall’Unione Europea, che grazie al pacchetto legislativo Fit for 55 e alle Direttive Efficienza Energetica (Eed III) e Prestazione Energetica degli Edifici (Epbd IV), si distingue come leader globale della transizione energetica – commenta il direttore generale Enea Giorgio Graditi -. Alla luce delle vulnerabilità delle filiere energetiche globali, è fondamentale sfruttare le potenzialità offerte dall’innovazione, puntando sulle tecnologie emergenti e sulla digitalizzazione, che consente un monitoraggio in tempo reale delle emissioni e l’ottimizzazione dei consumi”.

Gli audit energetici obbligatori per le imprese energivore

Per i soli interventi di efficientamento energetico avviati nell’anno, il confronto tra 2023 e 2022 evidenzia una flessione dei risparmi conseguiti tramite i meccanismi di detrazione fiscale come SuperEcobonus (-21,2%) ed Ecobonus (-20,4%). Rimane sostanzialmente stabile il contributo del Bonus Casa, che con i soli interventi attivati nel 2023 ha consentito risparmi pari a 71 ktep (-0,9%). Sul fronte dell’efficienza energetica negli usi finali, notevole contributo è arrivato dalle aziende con l’avvio il 5 dicembre 2023 del terzo ciclo di audit energetici obbligatori per le grandi imprese e quelle energivore.

Rispetto a dicembre 2019, le grandi imprese energivore che hanno adempiuto all’obbligo sono aumentate del 19%, mentre le grandi imprese sono diminuite dell’11%. I circa 9mila interventi di efficientamento energetico effettuati hanno prodotto un risparmio pari a 0,5 Mtep.

Nel 2025 l’Intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore business travel

L’Intelligenza artificiale e l’automazione sono protagoniste di un’evoluzione che offrirà maggiore efficienza, sicurezza e controllo dei dati anche nel comparto del business travel, e della più generale gestione delle spese aziendali (T&E). Nel 2025 l’innovazione digitale uscirà dalla fase di sperimentazione e sarà sempre più adottata nei processi aziendali. L’obiettivo è, e sarà, duplice: rimanere competitivi investendo in nuove tecnologie, e allo stesso tempo, presidiare i rischi legati a sicurezza e protezione dei dati.

Nel 2025, le aziende infatti intensificheranno gli investimenti in soluzioni avanzate, come l’AI generativa, per automatizzare anche i processi di T&E. SAP Concur ha individuato le innovazioni che definiranno questi processi.

Investimenti in automazione e sicurezza digitale

L’aumento delle minacce informatiche renderà prioritari i sistemi di sicurezza per proteggere dati sensibili, e garantire la compliance normativa, senza rallentare l’innovazione.

Con il ritorno della maggioranza dei dipendenti in ufficio, il volume dei viaggi d’affari è destinato ad aumentare, ma con una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei budget. Soluzioni integrate consentiranno di garantire trasparenza, conformità alle policy aziendali e prevenzione di errori e frodi, offrendo più valore con meno sprechi.

Dal report tradizionale al “rapporto di eccezione”

Grazie all’automazione, i report di spesa tradizionali saranno sostituiti da ‘rapporti di eccezione’, che evidenzieranno solo le anomalie rispetto alle politiche aziendali. Ciò ridurrà i compiti manuali per i manager e consentirà audit più rapidi e precisi.

Inoltre, dopo anni di hype, nel 2025 l’AI sarà considerata sempre più un assistente fidato, in grado di supportare i professionisti senza sostituirli completamente.
Soluzioni che automatizzano la compilazione delle note spese e permettono l’approvazione delle fatture in tempo reale guideranno il settore verso flussi di lavoro più fluidi e mirati.

L’ultima edizione del SAP Concur Global Business Travel Survey aveva già sottolineato che il 95% dei viaggiatori d’affari era favorevole all’introduzione dell’AI per supportare le proprie attività. Allo stato attuale, tuttavia, l’AI sarà percepita più come un assistente per reperire raccomandazioni e identificare anomalie di spesa, che come soluzione integrale per prenotazioni e note spese.

Esperienze utente migliorate per i viaggiatori

I professionisti in viaggio d’ora in avanti richiederanno notifiche in tempo reale su cambi di programma, nonché maggiore supporto per affrontare imprevisti come eventi climatici estremi, o problemi di carattere geopolitico.

Le aziende, attraverso piattaforme integrate, risponderanno a queste aspettative fornendo livelli superiori di assistenza e semplicità d’uso.
Insomma, il 2025 si preannuncia come l’anno della concreta rivoluzione digitale, dove le aziende nell’implementazione dell’AI passeranno dalle parole ai fatti.

Dopo anni di dibattiti e aspettative, le organizzazioni sono pronte a tradurre l’innovazione in strategie competitive, con un occhio alla trasformazione e gli investimenti in tecnologia ed efficienza (T&E).
La sfida sarà trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza. Le imprese più lungimiranti hanno già predisposto piani per l’adozione di nuove tecnologie, senza compromettere la protezione di dati sensibili e solidità finanziaria.

Risparmiare su luce e gas: come scegliere il fornitore giusto

Quanto è difficile orientarsi tra le innumerevoli proposte dei fornitori dell’energia! E come fare per individuare la soluzione migliore? Un recente studio di Facile.it, basato su oltre 28.000 utenze esaminate tra settembre 2023 e agosto 2024, ha rivelato che il 68% di chi ha cambiato fornitore di luce e gas pagava tariffe più alte della media. Per questi utenti, l’aggravio annuale è stato di 415 euro per l’elettricità e addirittura 490 euro per il metano.

Nel dettaglio, il 76% dei contratti per la fornitura di energia elettrica presentava costi superiori alla media, con una spesa annua di circa 1.380 euro contro una media di 965 euro. Anche per il gas, il 40% degli utenti ha speso più del necessario, arrivando a pagare quasi 2.100 euro all’anno rispetto a una media di poco meno di 1.600 euro.
Secondo gli esperti di Facile.it, la grande varietà di offerte sul mercato libero rende difficile individuare la soluzione migliore, e scegliere un’opzione poco conveniente può costare centinaia di euro in più all’anno.

I vantaggi del cambio fornitore

Nonostante i rischi, molti consumatori hanno risparmiato scegliendo con attenzione il fornitore. Sempre a parità di consumi, il risparmio annuo può arrivare fino a 180 euro per l’elettricità e quasi 400 euro per il gas.

Come verificare se stiamo pagando troppo

Per capire se stiamo spendendo più del necessario, è importante analizzare la bolletta. Uno degli indicatori principali è la spesa per la materia energia, che si trova nel dettaglio dei consumi. Dividendo questo importo per l’energia utilizzata (kWh per l’elettricità e Smc per il gas), si ottiene il costo unitario della materia energia.

Attualmente, le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato propongono un costo della materia energia intorno a 0,18 €/kWh per l’elettricità e 0,61 €/Smc per il gas. Se il valore della vostra bolletta supera questi parametri, è probabile che ci siano opzioni più convenienti.

Confrontare le offerte: i passi da seguire

Una volta individuato che si sta pagando troppo, il passo successivo è confrontare le offerte. Per farlo, occorre consultare la “bolletta di dettaglio”, che specifica due componenti chiave: quota fissa, ossia l’importo mensile indipendente dai consumi; quota variabile, legata all’effettivo utilizzo di energia o gas.

Confrontando queste voci con quelle proposte da altri fornitori, è possibile individuare l’offerta più adatta. Ad esempio, chi consuma molta energia dovrebbe scegliere tariffe con una quota variabile più bassa, mentre chi ha consumi ridotti dovrebbe prestare attenzione al costo della quota fissa.

Conclusioni

«Non esiste un fornitore migliore per tutti: la scelta dipende dalle esigenze individuali», spiegano gli esperti di Facile.it. Confrontare le tariffe è fondamentale per evitare spese inutili. Per chi trova difficoltà, rivolgersi a un consulente indipendente può essere una soluzione utile per orientarsi tra le molte offerte disponibili.

Oltre la metà degli italiani si sente più giovane dell’età… che ha 

Come vivono il tempo che passa i nostri connazionali? La percezione dell’età cambia profondamente in base alla mentalità e alle esperienze personali, come emerge dall’indagine “L’età senza età” condotta dall’Osservatorio Nestlé. Questo studio evidenzia come la longevità non sia solo una questione biologica, ma un equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale. In Italia, più della metà della popolazione (51%) si sente più giovane della propria età, un fenomeno particolarmente marcato tra i 55-64 anni (58%) e tra gli over 65 (69%).

Giovani mentalmente, un po’ meno fisicamente  

Mentre il 63% dei 55-64enni e il 69% degli over 65 dichiara di sentirsi mentalmente più giovane, solo il 40% percepisce la stessa vitalità a livello fisico. Questo divario riflette una maggiore consapevolezza dei limiti legati al corpo, ma anche il desiderio di mantenere un ruolo attivo nella società. Per il 36% degli over 60, la vecchiaia coincide con la mancanza di progetti, sottolineando quanto il “senso di scopo” sia cruciale per sentirsi vivi e realizzati.

Come evidenziato da Nic Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing, il concetto di “purpose” rappresenta una guida essenziale per mantenere la mente attiva e contrastare il senso di inutilità. Non è un caso che questo elemento sia associato alla dignità personale, un valore riconosciuto come centrale da tutte le generazioni.

Le preoccupazioni? Le stesse per tutti

Le ansie legate all’età non risparmiano nessuna fascia d’età. I più giovani, tra i 18 e i 34 anni, sono maggiormente focalizzati sull’aspetto fisico, mentre per i 35-54enni la preoccupazione principale riguarda la forza e l’efficienza fisica. Tra i più anziani, invece, emergono timori legati al declino mentale e alla perdita di autonomia. Sorprendentemente, il senso di solitudine, spesso attribuito agli anziani, è più diffuso tra i giovani (27% nella fascia 18-34 anni. Insomma, i dati evidenziano una vulnerabilità emotiva che accomuna tutte le età.

Alimentazione e lunga vita: quanto contano le scelte consapevoli? 

Il cibo gioca un ruolo fondamentale nella ricerca di una longevità sana. Tuttavia, solo il 20% degli italiani associa l’alimentazione a una vita più lunga. Le generazioni più giovani tendono a indulgere in alimenti meno salutari, mentre oltre il 60% dei 55-64enni e degli over 65 ha migliorato la qualità della propria dieta, riducendo il consumo di carne e dolci. Parallelamente, cresce l’utilizzo di integratori e il consumo di frutta secca.

Secondo Giuseppe Fatati, direttore scientifico dell’Osservatorio Nestlé, queste scelte riflettono un’attenzione crescente verso uno stile di vita più sano. Tuttavia, è essenziale monitorare i cambiamenti alimentari degli anziani per evitare carenze nutrizionali potenzialmente dannose.

La longevità come conquista

La longevità non è solo un traguardo biologico, ma una conquista culturale e sociale. L’Osservatorio Nestlé pone l’accento sull’importanza di abitudini quotidiane e sulla necessità di costruire un futuro condiviso, dove l’età rappresenti una risorsa e non un limite. Attraverso studi come questo, si gettano le basi per una società più consapevole e pronta a valorizzare ogni fase della vita.