Lavoro: ripensare le strategie di talent acquisition per trattenere “chi vale”

Oggi alle aziende è richiesto un profondo ripensamento delle proprie strategie di talent acquisition, se vogliono trattenere i talenti al loro interno.
“Le persone sono diventate più esigenti perché riconoscono quanto le ore trascorse in azienda influenzino profondamente la qualità della vita personale – spiega Carola Adami, della società di head hunting Adami & Associati -. Questa consapevolezza ha generato aspettative più elevate in termini di ambiente lavorativo, flessibilità e opportunità di crescita”. 

Se fino a pochi anni fa le persone si identificavano principalmente con la propria professione, oggi il lavoro viene considerato una componente importante, ma non predominante, della vita. Un cambio di prospettiva che non ha portato a un disinteresse verso la sfera professionale. Anzi, ha intensificato l’attenzione nella scelta del percorso lavorativo.

Significative difficoltà nella selezione del personale per l’88% delle imprese

Il crescente divario tra aspettative dei candidati e proposte aziendali rappresenta oggi una delle principali sfide nel recruitment. Come evidenzia l’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, l’88% delle imprese italiane riscontra significative difficoltà nella selezione del personale, con un peggioramento nell’ultimo anno per oltre la metà delle imprese.

I numeri fotografano una situazione preoccupante. Solo il 9% degli italiani si dichiara soddisfatto della propria occupazione, e solo il 5% si considera pienamente realizzato nel proprio ruolo.
Non sorprende, quindi, che il 42% abbia recentemente cambiato impiego o stia pianificando di farlo, guidato principalmente dalla ricerca di un maggior benessere psicofisico.

Oggi il principale driver del cambiamento professionale è il benessere 

“È la prima volta nella storia che il benessere emerge come principale driver del cambiamento professionale – sottolinea Adami -, un segnale che le aziende non possono permettersi di ignorare. Per attrarre e fidelizzare i talenti, è prioritario che le organizzazioni creino un ambiente lavorativo realmente salutare”.

Questo significa sviluppare strategie concrete su più fronti. In particolare, implementare politiche efficaci per la gestione e la riduzione dello stress correlato al lavoro, garantire carichi di lavoro sostenibili e una corretta distribuzione delle responsabilità, sviluppare programmi di welfare aziendale strutturati e personalizzabili. E assicurare il pieno rispetto delle normative sulla sicurezza e la salute sul lavoro.

Impegno concreto e valori aziendali sempre più importanti

“I talenti cercano organizzazioni che investano concretamente nella loro crescita – continua Adami -. Questo significa offrire percorsi di carriera chiari, programmi di formazione continua e possibilità concrete di ampliare le proprie competenze”.

Inoltre, oggi si assiste a un fenomeno nuovo: “i giovani talenti valutano attentamente i valori e l’impatto sociale dell’organizzazione prima di candidarsi – osserva l’head hunter -. Non si tratta più solo di offrire una buona retribuzione, ma di dimostrare un impegno concreto verso le sfide globali del nostro tempo”.
La chiave per il successo nel talent acquisition risiede quindi nella capacità delle imprese di evolvere e adattarsi a queste nuove esigenze. Le organizzazioni devono ripensare le politiche di gestione delle risorse umane, il posizionamento valoriale, e la cultura aziendale.

Wikipedia: la classifica delle voci più lette nel 2024

Secondo Wikimedia Italia, l’associazione che sostiene la popolare enciclopedia online, nel 2024 a dominare la scena delle voci più cercate su Wikipedia Italia è Jannik Sinner, seguito dal Napoli Calcio e dalla RAI.

Nei primi sei mesi dell’anno, con le sue imprese sui campi internazionali la voce dedicata al tennista italiano ha infatti raccolto 5.023.355 visite. La continua ascesa nel ranking mondiale e la partecipazione ai principali tornei del circuito ATP hanno attirato su Sinner un’enorme attenzione mediatica, tradotta in una massiccia ricerca online.

Il Napoli Calcio conquista invece 2.863.957 visite (e il secondo gradino del podio) anche dopo la storica stagione 2022-2023 conclusa con la vittoria dello scudetto.
Segno che i tifosi non hanno smesso di seguire la squadra azzurra. Ma Il terzo posto, con 2.400.763 visite, spetta alla RAI.

Dalla RAI a Facebook a l’Italia

Un terzo gradino che conferma l’importanza del 2024 per la Rai radiotelevisione italiana, anno della celebrazione del 70° anniversario delle trasmissioni televisive, andate in onda per la prima volta il 3 gennaio 1954.

Un altro tema che ha catalizzato l’attenzione degli utenti è stato il 20° anniversario di Facebook, la piattaforma di Mark Zuckerberg, al quarto posto delle voci più cercate su Wikipedia (2.280.076 visite).
In quinta posizione invece c’è …l’Italia, con 2.018.285 visite. Complice la partecipazione alle elezioni europee e regionali del 2024, ma anche alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024.

Emozioni in classifica: Mango, Angelina Mango, gli Europei, Elisa Claps

Il sesto posto è riservato al cantante Mango (1.941.212 visite). A spingere la sua popolarità è stata la figlia Angelina, vincitrice del Festival di Sanremo 2024, un evento che ha riportato l’attenzione sulla carriera musicale e l’eredità artistica del padre. Non sorprende, quindi, trovare anche Angelina Mango nella settima posizione, con 1.870.711 visite.
Tra le voci più cercate non manca il Campionato europeo di calcio 2024, all’ottavo posto (1.781.970 visite).

Un tema che ha invece suscitato emozioni e riflessioni profonde è stato il caso dell’omicidio di Elisa Claps (1.696.558 visite), al nono posto. Un clamore mediatico alimentato dal documentario di Pablo Trincia (‘Dove Nessuno Guarda’) e dalla miniserie televisiva (‘Per Elisa – Il caso Claps’), diretta da Marco Pontecorvo. Due produzioni che hanno riportato sotto i riflettori uno dei casi italiani di cronaca nera più seguiti.

“Povere Creature!” chiude la top 10

Chiude la top 10 il film ‘Povere Creature!’, del regista Yorgos Lanthimos (1.694.016 visite), un titolo che ha trionfato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Leone d’Oro, successivamente premiato con due Golden Globe e quattro Oscar, compreso il premio come Miglior attrice protagonista a Emma Stone

Questa classifica, riporta Persemprenews, evidenzia come Wikipedia rifletta i gusti e le preoccupazioni degli utenti in un anno segnato da eventi sportivi, momenti storici e storie di cronaca. La presenza di atleti come Jannik Sinner, il successo musicale di Angelina Mango, le celebrazioni della RAI e di Facebook, e il ritorno di attenzione sul caso Claps, mostrano un pubblico variegato e interessato a temi di attualità, sport e spettacolo.

Efficienza energetica: il 56% dei risparmi arriva dalle detrazioni

È quanto emerge dal 13° Rapporto annuale Enea sull’efficienza energetica, presentato nel corso di un convegno a Roma: nel 2023 in Italia sono stati realizzati nuovi risparmi energetici per oltre 3,6 Mtep (1 milione di tonnellate di petrolio), pari ai consumi elettrici complessivi del Lazio e della Toscana.

Il risparmio è stato generato grazie a progetti avviati dal 2021 con il supporto delle misure per ottemperare agli obblighi della Direttiva europea sull’efficienza energetica. Un risparmio equivalente al 92% dell’obiettivo fissato per il solo 2023 dal Pniec (Piano Energia e Clima).
Complessivamente, risulta ancora preponderante il traino delle detrazioni fiscali, ovvero, circa 2 Mtep, pari a una quota del 56,2% dei risparmi totali 2023.

I Certificati Bianchi e la riduzione dei consumi di energia finale

Oltre a queste misure, la riduzione dei consumi di energia finale è attribuibile alla crescita dei Certificati Bianchi, che hanno raggiunto il 28% rispetto al 2022, spingendo il dato cumulato a 0,6 Mtep, agli incentivi per la mobilità sostenibile (0,4 Mtep) e al Conto Termico (0,3 Mtep).

Sono in aumento anche i risparmi energetici conseguiti nell’ambito dei progetti realizzati attraverso i Fondi di coesione, con un risparmio di energia finale di circa 31,8 ktep/anno al 2023.
Da segnalare il ruolo giocato dalle campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto quasi 14 milioni di cittadini per quanto concerne il settore residenziale. La stima dei risparmi indotti dai cambiamenti nei comportamenti di consumo, da parte di individui e imprese, è pari a oltre 0,1 Mtep.

Puntare su tecnologie emergenti e digitalizzazione

“L’efficienza energetica rappresenta la chiave per raccogliere alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo e raggiungere i traguardi disegnati dall’Unione Europea, che grazie al pacchetto legislativo Fit for 55 e alle Direttive Efficienza Energetica (Eed III) e Prestazione Energetica degli Edifici (Epbd IV), si distingue come leader globale della transizione energetica – commenta il direttore generale Enea Giorgio Graditi -. Alla luce delle vulnerabilità delle filiere energetiche globali, è fondamentale sfruttare le potenzialità offerte dall’innovazione, puntando sulle tecnologie emergenti e sulla digitalizzazione, che consente un monitoraggio in tempo reale delle emissioni e l’ottimizzazione dei consumi”.

Gli audit energetici obbligatori per le imprese energivore

Per i soli interventi di efficientamento energetico avviati nell’anno, il confronto tra 2023 e 2022 evidenzia una flessione dei risparmi conseguiti tramite i meccanismi di detrazione fiscale come SuperEcobonus (-21,2%) ed Ecobonus (-20,4%). Rimane sostanzialmente stabile il contributo del Bonus Casa, che con i soli interventi attivati nel 2023 ha consentito risparmi pari a 71 ktep (-0,9%). Sul fronte dell’efficienza energetica negli usi finali, notevole contributo è arrivato dalle aziende con l’avvio il 5 dicembre 2023 del terzo ciclo di audit energetici obbligatori per le grandi imprese e quelle energivore.

Rispetto a dicembre 2019, le grandi imprese energivore che hanno adempiuto all’obbligo sono aumentate del 19%, mentre le grandi imprese sono diminuite dell’11%. I circa 9mila interventi di efficientamento energetico effettuati hanno prodotto un risparmio pari a 0,5 Mtep.

Nel 2025 l’Intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore business travel

L’Intelligenza artificiale e l’automazione sono protagoniste di un’evoluzione che offrirà maggiore efficienza, sicurezza e controllo dei dati anche nel comparto del business travel, e della più generale gestione delle spese aziendali (T&E). Nel 2025 l’innovazione digitale uscirà dalla fase di sperimentazione e sarà sempre più adottata nei processi aziendali. L’obiettivo è, e sarà, duplice: rimanere competitivi investendo in nuove tecnologie, e allo stesso tempo, presidiare i rischi legati a sicurezza e protezione dei dati.

Nel 2025, le aziende infatti intensificheranno gli investimenti in soluzioni avanzate, come l’AI generativa, per automatizzare anche i processi di T&E. SAP Concur ha individuato le innovazioni che definiranno questi processi.

Investimenti in automazione e sicurezza digitale

L’aumento delle minacce informatiche renderà prioritari i sistemi di sicurezza per proteggere dati sensibili, e garantire la compliance normativa, senza rallentare l’innovazione.

Con il ritorno della maggioranza dei dipendenti in ufficio, il volume dei viaggi d’affari è destinato ad aumentare, ma con una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei budget. Soluzioni integrate consentiranno di garantire trasparenza, conformità alle policy aziendali e prevenzione di errori e frodi, offrendo più valore con meno sprechi.

Dal report tradizionale al “rapporto di eccezione”

Grazie all’automazione, i report di spesa tradizionali saranno sostituiti da ‘rapporti di eccezione’, che evidenzieranno solo le anomalie rispetto alle politiche aziendali. Ciò ridurrà i compiti manuali per i manager e consentirà audit più rapidi e precisi.

Inoltre, dopo anni di hype, nel 2025 l’AI sarà considerata sempre più un assistente fidato, in grado di supportare i professionisti senza sostituirli completamente.
Soluzioni che automatizzano la compilazione delle note spese e permettono l’approvazione delle fatture in tempo reale guideranno il settore verso flussi di lavoro più fluidi e mirati.

L’ultima edizione del SAP Concur Global Business Travel Survey aveva già sottolineato che il 95% dei viaggiatori d’affari era favorevole all’introduzione dell’AI per supportare le proprie attività. Allo stato attuale, tuttavia, l’AI sarà percepita più come un assistente per reperire raccomandazioni e identificare anomalie di spesa, che come soluzione integrale per prenotazioni e note spese.

Esperienze utente migliorate per i viaggiatori

I professionisti in viaggio d’ora in avanti richiederanno notifiche in tempo reale su cambi di programma, nonché maggiore supporto per affrontare imprevisti come eventi climatici estremi, o problemi di carattere geopolitico.

Le aziende, attraverso piattaforme integrate, risponderanno a queste aspettative fornendo livelli superiori di assistenza e semplicità d’uso.
Insomma, il 2025 si preannuncia come l’anno della concreta rivoluzione digitale, dove le aziende nell’implementazione dell’AI passeranno dalle parole ai fatti.

Dopo anni di dibattiti e aspettative, le organizzazioni sono pronte a tradurre l’innovazione in strategie competitive, con un occhio alla trasformazione e gli investimenti in tecnologia ed efficienza (T&E).
La sfida sarà trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza. Le imprese più lungimiranti hanno già predisposto piani per l’adozione di nuove tecnologie, senza compromettere la protezione di dati sensibili e solidità finanziaria.

Risparmiare su luce e gas: come scegliere il fornitore giusto

Quanto è difficile orientarsi tra le innumerevoli proposte dei fornitori dell’energia! E come fare per individuare la soluzione migliore? Un recente studio di Facile.it, basato su oltre 28.000 utenze esaminate tra settembre 2023 e agosto 2024, ha rivelato che il 68% di chi ha cambiato fornitore di luce e gas pagava tariffe più alte della media. Per questi utenti, l’aggravio annuale è stato di 415 euro per l’elettricità e addirittura 490 euro per il metano.

Nel dettaglio, il 76% dei contratti per la fornitura di energia elettrica presentava costi superiori alla media, con una spesa annua di circa 1.380 euro contro una media di 965 euro. Anche per il gas, il 40% degli utenti ha speso più del necessario, arrivando a pagare quasi 2.100 euro all’anno rispetto a una media di poco meno di 1.600 euro.
Secondo gli esperti di Facile.it, la grande varietà di offerte sul mercato libero rende difficile individuare la soluzione migliore, e scegliere un’opzione poco conveniente può costare centinaia di euro in più all’anno.

I vantaggi del cambio fornitore

Nonostante i rischi, molti consumatori hanno risparmiato scegliendo con attenzione il fornitore. Sempre a parità di consumi, il risparmio annuo può arrivare fino a 180 euro per l’elettricità e quasi 400 euro per il gas.

Come verificare se stiamo pagando troppo

Per capire se stiamo spendendo più del necessario, è importante analizzare la bolletta. Uno degli indicatori principali è la spesa per la materia energia, che si trova nel dettaglio dei consumi. Dividendo questo importo per l’energia utilizzata (kWh per l’elettricità e Smc per il gas), si ottiene il costo unitario della materia energia.

Attualmente, le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato propongono un costo della materia energia intorno a 0,18 €/kWh per l’elettricità e 0,61 €/Smc per il gas. Se il valore della vostra bolletta supera questi parametri, è probabile che ci siano opzioni più convenienti.

Confrontare le offerte: i passi da seguire

Una volta individuato che si sta pagando troppo, il passo successivo è confrontare le offerte. Per farlo, occorre consultare la “bolletta di dettaglio”, che specifica due componenti chiave: quota fissa, ossia l’importo mensile indipendente dai consumi; quota variabile, legata all’effettivo utilizzo di energia o gas.

Confrontando queste voci con quelle proposte da altri fornitori, è possibile individuare l’offerta più adatta. Ad esempio, chi consuma molta energia dovrebbe scegliere tariffe con una quota variabile più bassa, mentre chi ha consumi ridotti dovrebbe prestare attenzione al costo della quota fissa.

Conclusioni

«Non esiste un fornitore migliore per tutti: la scelta dipende dalle esigenze individuali», spiegano gli esperti di Facile.it. Confrontare le tariffe è fondamentale per evitare spese inutili. Per chi trova difficoltà, rivolgersi a un consulente indipendente può essere una soluzione utile per orientarsi tra le molte offerte disponibili.

Oltre la metà degli italiani si sente più giovane dell’età… che ha 

Come vivono il tempo che passa i nostri connazionali? La percezione dell’età cambia profondamente in base alla mentalità e alle esperienze personali, come emerge dall’indagine “L’età senza età” condotta dall’Osservatorio Nestlé. Questo studio evidenzia come la longevità non sia solo una questione biologica, ma un equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale. In Italia, più della metà della popolazione (51%) si sente più giovane della propria età, un fenomeno particolarmente marcato tra i 55-64 anni (58%) e tra gli over 65 (69%).

Giovani mentalmente, un po’ meno fisicamente  

Mentre il 63% dei 55-64enni e il 69% degli over 65 dichiara di sentirsi mentalmente più giovane, solo il 40% percepisce la stessa vitalità a livello fisico. Questo divario riflette una maggiore consapevolezza dei limiti legati al corpo, ma anche il desiderio di mantenere un ruolo attivo nella società. Per il 36% degli over 60, la vecchiaia coincide con la mancanza di progetti, sottolineando quanto il “senso di scopo” sia cruciale per sentirsi vivi e realizzati.

Come evidenziato da Nic Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing, il concetto di “purpose” rappresenta una guida essenziale per mantenere la mente attiva e contrastare il senso di inutilità. Non è un caso che questo elemento sia associato alla dignità personale, un valore riconosciuto come centrale da tutte le generazioni.

Le preoccupazioni? Le stesse per tutti

Le ansie legate all’età non risparmiano nessuna fascia d’età. I più giovani, tra i 18 e i 34 anni, sono maggiormente focalizzati sull’aspetto fisico, mentre per i 35-54enni la preoccupazione principale riguarda la forza e l’efficienza fisica. Tra i più anziani, invece, emergono timori legati al declino mentale e alla perdita di autonomia. Sorprendentemente, il senso di solitudine, spesso attribuito agli anziani, è più diffuso tra i giovani (27% nella fascia 18-34 anni. Insomma, i dati evidenziano una vulnerabilità emotiva che accomuna tutte le età.

Alimentazione e lunga vita: quanto contano le scelte consapevoli? 

Il cibo gioca un ruolo fondamentale nella ricerca di una longevità sana. Tuttavia, solo il 20% degli italiani associa l’alimentazione a una vita più lunga. Le generazioni più giovani tendono a indulgere in alimenti meno salutari, mentre oltre il 60% dei 55-64enni e degli over 65 ha migliorato la qualità della propria dieta, riducendo il consumo di carne e dolci. Parallelamente, cresce l’utilizzo di integratori e il consumo di frutta secca.

Secondo Giuseppe Fatati, direttore scientifico dell’Osservatorio Nestlé, queste scelte riflettono un’attenzione crescente verso uno stile di vita più sano. Tuttavia, è essenziale monitorare i cambiamenti alimentari degli anziani per evitare carenze nutrizionali potenzialmente dannose.

La longevità come conquista

La longevità non è solo un traguardo biologico, ma una conquista culturale e sociale. L’Osservatorio Nestlé pone l’accento sull’importanza di abitudini quotidiane e sulla necessità di costruire un futuro condiviso, dove l’età rappresenti una risorsa e non un limite. Attraverso studi come questo, si gettano le basi per una società più consapevole e pronta a valorizzare ogni fase della vita.

Lavoro: oltre 40mila le opportunità offerte dalle agenzie a Natale 2024

Per il Natale 2024 saranno più di 40 mila le opportunità professionali offerte dalle agenzie per il lavoro in tutta Italia. In generale, tra le figure più richieste rientrano promoter, animatori di villaggi vacanze e addetti al confezionamento di regali. E ancora, magazzinieri, mulettisti e addetti al picking, lavapiatti, aiuto cuochi e camerieri. Ma quest’anno, nella top ten delle macrocategorie professionali più gettonate per il periodo natalizio, cresce la domanda di profili legati al turismo e agli eventi.

Oltre ai ‘Babbo Natale’ e agli animatori dei villaggi, infatti, serviranno fundraiser per le raccolte fondi, e per i più piccoli, tate e baby sitter.
È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro.

Dal Food & Beverage alla grande distribuzione le posizioni più richieste

Per quanto riguarda il personale Food & Beverage e della produzione agroindustriale si cercano aiuto panettieri e pasticceri industriali. Aumenta anche la richiesta di magazzinieri e mulettisti, operatori dei trasporti e personale di accoglienza.

Dalla grande distribuzione ai mercati e ai negozi, si segnalano annunci per la ricerca di allestitori, commessi e addetti ai reparti per far fronte ai picchi di fabbisogno in vista del Natale.
Solitamente, si tratta di posizioni per le quali si richiede disponibilità a lavorare su turni e nei giorni festivi, flessibilità negli orari, e per chi lavora a contatto con il pubblico, buona conoscenza di almeno una lingua straniera.

Contratti di lavoro in somministrazione e a tempo determinato

Si tratta per lo più di contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente, e per quelli a tempo determinato, con occasioni doppie di reimpiego allo scadere del rapporto di lavoro.

Nel bimestre novembre-dicembre i gruppi professionali di riferimento ai quali appartengono le offerte di lavoro legate al Natale alimenteranno in tutto circa 340 mila richieste di profili. La somministrazione, inoltre, nel periodo in esame offrirà complessivamente in tutti i settori circa 150 mila opportunità di lavoro. 

Come presentare la propria candidatura?

Nel solco delle attività di analisi condotte da Assolavoro Datalab la ricerca sulle figure natalizie è stata condotta su dati interni al settore e su fonti terze qualificate.

Con l’elaborazione e la diffusione dei dati rilevanti sulle competenze e sulle professioni più ricercate nel mercato del lavoro, Assolavoro punta anche a favorire un maggior collegamento tra il sistema della scuola e il mondo del lavoro, nell’ambito del protocollo siglato tra Assolavoro e il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per candidarsi è possibile contattare le singole agenzie per il lavoro. L’elenco delle principali filiali delle agenzie per il lavoro, accreditate presso l’apposito albo del ministero del Lavoro, è disponibile sul sito di Assolavoro.

eCommerce, in che modo il B2B sta trasformando le strategie aziendali?

Negli ultimi anni, il commercio digitale ha rivoluzionato non solo il settore B2C, ma anche l’ambito B2B, dove l’e-commerce sta emergendo come un pilastro delle strategie di crescita aziendale. Due sono i fattori principali che guidano questa transizione: l’accesso a nuovi segmenti di mercato e l’ottimizzazione dei processi interni.

Un numero crescente di aziende B2B sta investendo in piattaforme e-commerce proprietarie e nei marketplace digitali per espandere la propria offerta e migliorare l’efficienza operativa.

Dati dallo studio di BVA Doxa

Questi trend sono confermati da uno studio recente condotto da BVA Doxa, presentato alla conferenza Marketing B2B organizzata da ANES. La ricerca, basata su un campione di 300 dirigenti di aziende con più di 10 dipendenti, rivela che le vendite online continuano a crescere, rappresentando il 27% del fatturato complessivo delle imprese B2B.

Nei prossimi due o tre anni, si prevede un incremento del 4,5%, consolidando ulteriormente il commercio digitale come strumento strategico.

eCommerce: perchè le imprese lo utilizzano?

Tre aziende su quattro utilizzano l’e-commerce per espandere il proprio mercato. Tra queste, il 43% preferisce sviluppare piattaforme proprietarie per adattarsi meglio alle proprie necessità. Anche le aziende che al momento non utilizzano il commercio digitale (soprattutto PMI del settore dei servizi) mostrano un interesse in crescita: il 26% dichiara infatti di voler avviare attività di e-commerce nel prossimo futuro.

Tipologia di prodotti e clientela B2B

Tra i prodotti venduti online, prevalgono i beni finiti e i servizi professionali, con la clientela B2B che supera leggermente quella B2C. Le vendite digitali B2B sono cresciute del 3,7% rispetto all’anno precedente, e le prospettive future sono positive, soprattutto per le aziende di produzione e per quelle che hanno registrato un aumento del fatturato.

eCommerce per vendite e acquisti aziendali

L’e-commerce non è solo un canale di vendita, ma anche uno strumento utile per gli acquisti aziendali. Il 73% delle aziende lo utilizza per procurarsi componentistica, servizi professionali e contenuti digitali. Inoltre, il 60% delle imprese adotta un approccio integrato, utilizzando l’e-commerce sia per vendere sia per acquistare. Questo modello permette alle aziende di migliorare l’efficienza complessiva, ottimizzando i processi interni e riducendo i costi operativi.

La crescente adozione del commercio digitale evidenzia come l’e-commerce stia diventando un elemento fondamentale nelle strategie B2B, contribuendo a rendere le aziende più competitive e innovative.

Termosifoni accesi, stangata in arrivo. Come risparmiare in bolletta?

Con le attuali tariffe del mercato libero quest’anno gli italiani per riscaldare casa spenderanno in media 1.144 euro. Dal 15 ottobre è scattato il primo semaforo verde all’accensione dei termosifoni nella Zona E, che copre gran parte del Nord e Centro Italia. Nelle settimane successive, al via anche nelle altre zone del Paese. Ma come evitare che nelle case anche le bollette del gas siano ‘bollenti’?

Anzitutto, occhio ai gradi: non serve ricreare in casa una temperatura sahariana. È nociva per la salute ed è uno spreco di gas e soldi. Abbassando di un solo grado il riscaldamento si risparmiano circa 100 euro, e riducendo l’accensione di 60 minuti al giorno si abbattono i costi di circa 36 euro in un anno.
È il primo dei 7 consigli di Facile.it per togliere qualche euro alle bollette.

Ridurre i consumi in bagno e cucina si può

Sebbene la maggior parte dei consumi di metano sia legata al riscaldamento, meglio fare attenzione anche ai fornelli. Cuocere in una pentola a pressione al posto di quella tradizionale riduce il consumo di gas, e il semplice gesto di abbassare l’intensità del fuoco dopo che l’acqua è arrivata a ebollizione consente di risparmiare fino al 25% del gas normalmente usato.

Anche in bagno bastano pochi gesti per risparmiare. Il primo naturalmente è evitare di fare scorrere a vuoto l’acqua calda. E se ormai tutti sanno che un bagno caldo consuma molto più di una doccia, ridurre la durata della doccia da 7 a 5 minuti fa risparmiare quasi 30 centesimi di euro ogni volta.

Sfruttare le valvole termostatiche per regolare la temperatura di ogni stanza

Il risparmio sui consumi energetici può essere notevole se si ha la possibilità di fare interventi strutturali sull’abitazione. Una buona controsoffittatura, ad esempio, può far risparmiare fino al 20% di energia. Si tratta di lavori importanti, ma per il 2024 possono essere, almeno in parte, ammortizzati dai Bonus casa.

Quanto alle valvole termostatiche, consentono di controllare la temperatura di ciascun termosifone e sono molto utili per chi vuole regolare la temperatura di ogni calorifero sulla base delle esigenze nelle diverse stanze.
Se si usa la camera da letto solo per dormire non serve che i radiatori vadano a pieno regime tutto il giorno.

Caldaia efficiente e fornitore più conveniente

Il controllo periodico dei fumi è obbligatorio, ma il suggerimento è fare una revisione almeno una volta l’anno. Un apparecchio non efficiente non solo è potenzialmente pericoloso, ma rischia di fare pagare più del dovuto. Anche limitare i ricambi di aria nelle ore di accensione del riscaldamento, non ostacolare i radiatori mentre sono in funzione, abbassare le persiane di notte per ridurre la dispersione di calore, sono accorgimenti che permettono di far risparmiare qualche euro.

Non meno importante, però, è valutare le tariffe offerte dal proprio fornitore di gas.
Secondo Facile.it, la spesa per la bolletta del gas può variare fino al 20% tra le migliori e le peggiori offerte sul mercato. Scegliere un fornitore non conveniente significa spendere anche 200 euro in più.

Noleggio auto: nel terzo trimestre 2024 crolla quello a lungo termine

Il mercato del noleggio veicoli in Italia sta attraversando una fase di transizione, caratterizzata da sfide significative, ma anche importanti opportunità di crescita e innovazione.
Di fatto, nel terzo trimestre 2024 il noleggio auto mostra un calo complessivo delle immatricolazioni (-21,96%). Secondo l’analisi condotta da ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) e Dataforce, il noleggio a lungo termine (NLT) è in forte sofferenza sia su base trimestrale (-22,70%) sia annua (-16,45%), mentre il noleggio a breve termine (NBT) cala nel terzo trimestre (-14,98%) ma rimane positivo su base annua (+21,41%).

La capacità del settore di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato, sfruttare le opportunità normative e fiscali, e contribuire attivamente al rinnovamento del parco auto nazionale, sarà cruciale per determinare il suo ruolo nell’evoluzione della mobilità in Italia.

Quote di mercato e tendenze settoriali


Complessivamente, il settore del noleggio rappresenta il 25% del mercato automobilistico italiano, una percentuale che sottolinea l’importanza crescente di questo segmento nell’ecosistema della mobilità nazionale.
Nonostante il rallentamento delle immatricolazioni del noleggio auto evidenziato nel terzo trimestre dell’anno, il settore è destinato a chiudere il 2024 con un aumento della flotta veicoli, superando 1.350.000 unità in circolazione in Italia. Un dato che evidenzia la resilienza del settore e la sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.

Il settore business domina il mercato

Nel 2024, la quota di mercato del noleggio a lungo termine è scesa al 19,95%. Un’analisi dettagliata del noleggio a lungo termine rivela tendenze interessanti nella distribuzione tra clienti privati e aziendali. Dopo un periodo di crescita tra il 2020 e il 2021, la quota di mercato dei privati ha subito una contrazione significativa nel 2022 e 2023. Tuttavia, il 2024 ha visto un timido segnale di ripresa, con la quota di mercato dei privati risalita al 15%.
Questo significa che nel 2024, 85 noleggi su 100 nel segmento del lungo termine sono appannaggio dei clienti aziendali. Nonostante le fluttuazioni recenti, il dato sottolinea la continua predominanza del settore business in questo mercato.

Un ruolo cruciale nel rinnovo del parco auto nazionale

Secondo Alberto Viano, Presidente di ANIASA, con oltre 10 milioni di vetture ante Euro 4 ancora in circolazione in Italia, il settore del noleggio può giocare un ruolo cruciale nell’accelerazione del ricambio del parco auto nazionale, promuovendo l’adozione di veicoli più moderni e meno inquinanti.

Inoltre, la Legge sulla Delega Fiscale e la prossima Legge di Bilancio offrono l’opportunità di allineare la fiscalità dell’auto aziendale italiana con quella degli altri Paesi europei. E un graduale riequilibrio fiscale, specialmente per le nuove vetture elettriche e ibride, potrebbe portare alla diffusione di questi veicoli nel parco nazionale.
ANIASA stima poi che le misure proposte per incentivare il settore potrebbero generare un ritorno sull’investimento del 50% per l’Erario.