Lavoro: oltre 40mila le opportunità offerte dalle agenzie a Natale 2024

Per il Natale 2024 saranno più di 40 mila le opportunità professionali offerte dalle agenzie per il lavoro in tutta Italia. In generale, tra le figure più richieste rientrano promoter, animatori di villaggi vacanze e addetti al confezionamento di regali. E ancora, magazzinieri, mulettisti e addetti al picking, lavapiatti, aiuto cuochi e camerieri. Ma quest’anno, nella top ten delle macrocategorie professionali più gettonate per il periodo natalizio, cresce la domanda di profili legati al turismo e agli eventi.

Oltre ai ‘Babbo Natale’ e agli animatori dei villaggi, infatti, serviranno fundraiser per le raccolte fondi, e per i più piccoli, tate e baby sitter.
È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro.

Dal Food & Beverage alla grande distribuzione le posizioni più richieste

Per quanto riguarda il personale Food & Beverage e della produzione agroindustriale si cercano aiuto panettieri e pasticceri industriali. Aumenta anche la richiesta di magazzinieri e mulettisti, operatori dei trasporti e personale di accoglienza.

Dalla grande distribuzione ai mercati e ai negozi, si segnalano annunci per la ricerca di allestitori, commessi e addetti ai reparti per far fronte ai picchi di fabbisogno in vista del Natale.
Solitamente, si tratta di posizioni per le quali si richiede disponibilità a lavorare su turni e nei giorni festivi, flessibilità negli orari, e per chi lavora a contatto con il pubblico, buona conoscenza di almeno una lingua straniera.

Contratti di lavoro in somministrazione e a tempo determinato

Si tratta per lo più di contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente, e per quelli a tempo determinato, con occasioni doppie di reimpiego allo scadere del rapporto di lavoro.

Nel bimestre novembre-dicembre i gruppi professionali di riferimento ai quali appartengono le offerte di lavoro legate al Natale alimenteranno in tutto circa 340 mila richieste di profili. La somministrazione, inoltre, nel periodo in esame offrirà complessivamente in tutti i settori circa 150 mila opportunità di lavoro. 

Come presentare la propria candidatura?

Nel solco delle attività di analisi condotte da Assolavoro Datalab la ricerca sulle figure natalizie è stata condotta su dati interni al settore e su fonti terze qualificate.

Con l’elaborazione e la diffusione dei dati rilevanti sulle competenze e sulle professioni più ricercate nel mercato del lavoro, Assolavoro punta anche a favorire un maggior collegamento tra il sistema della scuola e il mondo del lavoro, nell’ambito del protocollo siglato tra Assolavoro e il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per candidarsi è possibile contattare le singole agenzie per il lavoro. L’elenco delle principali filiali delle agenzie per il lavoro, accreditate presso l’apposito albo del ministero del Lavoro, è disponibile sul sito di Assolavoro.

eCommerce, in che modo il B2B sta trasformando le strategie aziendali?

Negli ultimi anni, il commercio digitale ha rivoluzionato non solo il settore B2C, ma anche l’ambito B2B, dove l’e-commerce sta emergendo come un pilastro delle strategie di crescita aziendale. Due sono i fattori principali che guidano questa transizione: l’accesso a nuovi segmenti di mercato e l’ottimizzazione dei processi interni.

Un numero crescente di aziende B2B sta investendo in piattaforme e-commerce proprietarie e nei marketplace digitali per espandere la propria offerta e migliorare l’efficienza operativa.

Dati dallo studio di BVA Doxa

Questi trend sono confermati da uno studio recente condotto da BVA Doxa, presentato alla conferenza Marketing B2B organizzata da ANES. La ricerca, basata su un campione di 300 dirigenti di aziende con più di 10 dipendenti, rivela che le vendite online continuano a crescere, rappresentando il 27% del fatturato complessivo delle imprese B2B.

Nei prossimi due o tre anni, si prevede un incremento del 4,5%, consolidando ulteriormente il commercio digitale come strumento strategico.

eCommerce: perchè le imprese lo utilizzano?

Tre aziende su quattro utilizzano l’e-commerce per espandere il proprio mercato. Tra queste, il 43% preferisce sviluppare piattaforme proprietarie per adattarsi meglio alle proprie necessità. Anche le aziende che al momento non utilizzano il commercio digitale (soprattutto PMI del settore dei servizi) mostrano un interesse in crescita: il 26% dichiara infatti di voler avviare attività di e-commerce nel prossimo futuro.

Tipologia di prodotti e clientela B2B

Tra i prodotti venduti online, prevalgono i beni finiti e i servizi professionali, con la clientela B2B che supera leggermente quella B2C. Le vendite digitali B2B sono cresciute del 3,7% rispetto all’anno precedente, e le prospettive future sono positive, soprattutto per le aziende di produzione e per quelle che hanno registrato un aumento del fatturato.

eCommerce per vendite e acquisti aziendali

L’e-commerce non è solo un canale di vendita, ma anche uno strumento utile per gli acquisti aziendali. Il 73% delle aziende lo utilizza per procurarsi componentistica, servizi professionali e contenuti digitali. Inoltre, il 60% delle imprese adotta un approccio integrato, utilizzando l’e-commerce sia per vendere sia per acquistare. Questo modello permette alle aziende di migliorare l’efficienza complessiva, ottimizzando i processi interni e riducendo i costi operativi.

La crescente adozione del commercio digitale evidenzia come l’e-commerce stia diventando un elemento fondamentale nelle strategie B2B, contribuendo a rendere le aziende più competitive e innovative.

Termosifoni accesi, stangata in arrivo. Come risparmiare in bolletta?

Con le attuali tariffe del mercato libero quest’anno gli italiani per riscaldare casa spenderanno in media 1.144 euro. Dal 15 ottobre è scattato il primo semaforo verde all’accensione dei termosifoni nella Zona E, che copre gran parte del Nord e Centro Italia. Nelle settimane successive, al via anche nelle altre zone del Paese. Ma come evitare che nelle case anche le bollette del gas siano ‘bollenti’?

Anzitutto, occhio ai gradi: non serve ricreare in casa una temperatura sahariana. È nociva per la salute ed è uno spreco di gas e soldi. Abbassando di un solo grado il riscaldamento si risparmiano circa 100 euro, e riducendo l’accensione di 60 minuti al giorno si abbattono i costi di circa 36 euro in un anno.
È il primo dei 7 consigli di Facile.it per togliere qualche euro alle bollette.

Ridurre i consumi in bagno e cucina si può

Sebbene la maggior parte dei consumi di metano sia legata al riscaldamento, meglio fare attenzione anche ai fornelli. Cuocere in una pentola a pressione al posto di quella tradizionale riduce il consumo di gas, e il semplice gesto di abbassare l’intensità del fuoco dopo che l’acqua è arrivata a ebollizione consente di risparmiare fino al 25% del gas normalmente usato.

Anche in bagno bastano pochi gesti per risparmiare. Il primo naturalmente è evitare di fare scorrere a vuoto l’acqua calda. E se ormai tutti sanno che un bagno caldo consuma molto più di una doccia, ridurre la durata della doccia da 7 a 5 minuti fa risparmiare quasi 30 centesimi di euro ogni volta.

Sfruttare le valvole termostatiche per regolare la temperatura di ogni stanza

Il risparmio sui consumi energetici può essere notevole se si ha la possibilità di fare interventi strutturali sull’abitazione. Una buona controsoffittatura, ad esempio, può far risparmiare fino al 20% di energia. Si tratta di lavori importanti, ma per il 2024 possono essere, almeno in parte, ammortizzati dai Bonus casa.

Quanto alle valvole termostatiche, consentono di controllare la temperatura di ciascun termosifone e sono molto utili per chi vuole regolare la temperatura di ogni calorifero sulla base delle esigenze nelle diverse stanze.
Se si usa la camera da letto solo per dormire non serve che i radiatori vadano a pieno regime tutto il giorno.

Caldaia efficiente e fornitore più conveniente

Il controllo periodico dei fumi è obbligatorio, ma il suggerimento è fare una revisione almeno una volta l’anno. Un apparecchio non efficiente non solo è potenzialmente pericoloso, ma rischia di fare pagare più del dovuto. Anche limitare i ricambi di aria nelle ore di accensione del riscaldamento, non ostacolare i radiatori mentre sono in funzione, abbassare le persiane di notte per ridurre la dispersione di calore, sono accorgimenti che permettono di far risparmiare qualche euro.

Non meno importante, però, è valutare le tariffe offerte dal proprio fornitore di gas.
Secondo Facile.it, la spesa per la bolletta del gas può variare fino al 20% tra le migliori e le peggiori offerte sul mercato. Scegliere un fornitore non conveniente significa spendere anche 200 euro in più.

Noleggio auto: nel terzo trimestre 2024 crolla quello a lungo termine

Il mercato del noleggio veicoli in Italia sta attraversando una fase di transizione, caratterizzata da sfide significative, ma anche importanti opportunità di crescita e innovazione.
Di fatto, nel terzo trimestre 2024 il noleggio auto mostra un calo complessivo delle immatricolazioni (-21,96%). Secondo l’analisi condotta da ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) e Dataforce, il noleggio a lungo termine (NLT) è in forte sofferenza sia su base trimestrale (-22,70%) sia annua (-16,45%), mentre il noleggio a breve termine (NBT) cala nel terzo trimestre (-14,98%) ma rimane positivo su base annua (+21,41%).

La capacità del settore di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato, sfruttare le opportunità normative e fiscali, e contribuire attivamente al rinnovamento del parco auto nazionale, sarà cruciale per determinare il suo ruolo nell’evoluzione della mobilità in Italia.

Quote di mercato e tendenze settoriali


Complessivamente, il settore del noleggio rappresenta il 25% del mercato automobilistico italiano, una percentuale che sottolinea l’importanza crescente di questo segmento nell’ecosistema della mobilità nazionale.
Nonostante il rallentamento delle immatricolazioni del noleggio auto evidenziato nel terzo trimestre dell’anno, il settore è destinato a chiudere il 2024 con un aumento della flotta veicoli, superando 1.350.000 unità in circolazione in Italia. Un dato che evidenzia la resilienza del settore e la sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.

Il settore business domina il mercato

Nel 2024, la quota di mercato del noleggio a lungo termine è scesa al 19,95%. Un’analisi dettagliata del noleggio a lungo termine rivela tendenze interessanti nella distribuzione tra clienti privati e aziendali. Dopo un periodo di crescita tra il 2020 e il 2021, la quota di mercato dei privati ha subito una contrazione significativa nel 2022 e 2023. Tuttavia, il 2024 ha visto un timido segnale di ripresa, con la quota di mercato dei privati risalita al 15%.
Questo significa che nel 2024, 85 noleggi su 100 nel segmento del lungo termine sono appannaggio dei clienti aziendali. Nonostante le fluttuazioni recenti, il dato sottolinea la continua predominanza del settore business in questo mercato.

Un ruolo cruciale nel rinnovo del parco auto nazionale

Secondo Alberto Viano, Presidente di ANIASA, con oltre 10 milioni di vetture ante Euro 4 ancora in circolazione in Italia, il settore del noleggio può giocare un ruolo cruciale nell’accelerazione del ricambio del parco auto nazionale, promuovendo l’adozione di veicoli più moderni e meno inquinanti.

Inoltre, la Legge sulla Delega Fiscale e la prossima Legge di Bilancio offrono l’opportunità di allineare la fiscalità dell’auto aziendale italiana con quella degli altri Paesi europei. E un graduale riequilibrio fiscale, specialmente per le nuove vetture elettriche e ibride, potrebbe portare alla diffusione di questi veicoli nel parco nazionale.
ANIASA stima poi che le misure proposte per incentivare il settore potrebbero generare un ritorno sull’investimento del 50% per l’Erario.

Generazione Alpha: la paghetta si spende in fast food e fast fashion

Se si dovessero rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation, la generazione del fast food e della fast fashion.
I nati dalla metà del 2010 consumano infatti cibo fast food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

L’indagine realizzata nell’ambito del programma Teenage Lab by Pixpay, la startup francese di teen banking, delinea il paniere degli acquisti degli adolescenti. E guardando ai consumi delle ragazze ai primi tre posti si posizionano Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation.

Ragazze moda-centriche, ragazzi gamer

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, figura al quarto posto Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Andare bene a scuola paga

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

Lavoretti extra o money mission per qualche extra in più

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.

Scuola: i suggerimenti per rendere il mondo plastic free

Bastano poche semplici abitudini per iniziare l’anno scolastico senza plastica. Un materiale che anche nel mondo della scuola è ovunque: da raccoglitori a penne, forbici, righelli, dalle confezioni delle merendine alle bottiglie d’acqua monouso. Una prima semplice regola sarebbe quella di riutilizzare ciò che si possiede già, e se si ha bisogno di nuovo materiale, considerare le opzioni senza plastica, come le penne ricaricabili o i righelli di legno e metallo.

E perché non ricoprire i libri di testo con carta riciclata anziché acquistare copertine di plastica o tessuto sintetico? Evitare anche i raccoglitori ad anelli in vinile: ciò riduce l’esposizione a microplastiche e sostanze chimiche dannose per la salute.
insomma, è facile e conveniente aiutare gli studenti a iniziare l’anno con materiali scolastici sani e privi di plastica. Basta scegliere materiali didattici che ne siano privi.

Viva lo zaino di seconda mano

Riutilizzare anche lo zaino dell’anno scorso, o ripararlo se usurato. Se invece è il momento di uno zaino nuovo, acquistarlo di seconda mano, o sceglierlo di materiali naturali, come tela o cotone biologico.

Quando si prepara il guardaroba, prendere in considerazione l’idea di acquistare vestiti di seconda mano, ed evitare vestiti di fibre sintetiche, come acrilico, poliestere, nylon, spandex, preferendo indumenti di origine vegetale, con cotone, canapa, lino, sughero e bambù sulle etichette.
Le scarpe sono comunemente fatte di plastica e materiali sintetici, quindi quando si può, cercarle completamente o principalmente fatte di tela, cotone, lana e altri materiali naturali.

A lezione di responsabilità ambientale

Insegnare agli studenti l’inquinamento da plastica e la crisi climatica può aiutare a creare un cambiamento che duri generazioni. Ad esempio, Trash Academy/La Academia de Basura, è un ciclo di lezioni virtuali sull’inquinamento da plastica che unisce istruzione, sensibilizzazione e scienza comunitaria.

Le risorse per gli educatori della California della California Coastal Commission offrono poi una serie di strumenti per aiutare gli studenti a comprendere e affrontare l’inquinamento da plastica, tra cui programmi e risorse, video in streaming, una rete educativa e un calendario di eventi.
Le risorse di PPC per la creazione di scuole senza plastica forniscono consigli su come utilizzare un elenco di questi e altri strumenti utili per aiutare le scuole nella loro trasformazione.

In mensa stop al monouso

Gli articoli in plastica monouso sono spesso molto diffusi nelle mense scolastiche e durante la merenda. Se lo studente porta i pasti a scuola può utilizzare contenitori per alimenti portatili, sigillabili e in acciaio inossidabile, ottimi sostituti dei sacchetti monouso in plastica con chiusura a zip, la pellicola o i contenitori in alluminio e plastica. Così come posate, cannucce e bottiglie in acciaio inossidabile. L’acqua in bottiglia di plastica contiene almeno il 50% in più di microplastica rispetto all’acqua del rubinetto, e acquistarle ha costi economici elevati.
I contenitori di vetro riutilizzabili sono un’altra buona alternativa alla plastica e possono anche essere molto convenienti se riutilizzati. Tuttavia, non sono adatti ai bambini piccoli.

Falsi miti sulla cybersicurezza: cosa influenza i comportamenti digitali degli italiani?

Un recente studio condotto da Kaspersky, intitolato “Entusiasmo, superstizione e grande insicurezza – Come gli utenti di tutto il mondo si confrontano con l’universo digitale”, ha messo in evidenza i principali miti e le superstizioni digitali che influenzano il comportamento degli utenti italiani.

La ricerca rivela come, nonostante l’uso diffuso di dispositivi digitali da decenni, molti utenti fatichino ancora a distinguere tra pratiche di sicurezza valide e quelle basate su convinzioni errate.

Superstizioni e pratiche senza fondamento 

Lo studio ha scoperto che il 42% degli italiani ritiene che coprire la webcam dei propri dispositivi sia una misura efficace per garantire la propria privacy. Allo stesso tempo, il 36% degli utenti italiani crede erroneamente che la modalità di navigazione in incognito offra una protezione completa e li renda invisibili online. Queste credenze dimostrano una diffusa confusione su cosa effettivamente protegga la privacy digitale.

Quando il comportamento digitale espone a rischi

Nonostante queste preoccupazioni per la privacy, molti italiani continuano a condividere i propri dati personali senza riflettere sui rischi. Ad esempio, il 39% degli intervistati partecipa a minigiochi e test online, spesso fornendo informazioni personali a fonti non affidabili e pubblicando i risultati sui social media. Questa condivisione incontrollata non solo mette a rischio la propria privacy, ma coinvolge anche amici e contatti nella divulgazione incauta di dati sensibili.

La “paura” degli assistenti vocali 

Un altro aspetto interessante emerso dallo studio è la diffidenza verso gli assistenti vocali. Quasi la metà degli italiani teme che questi dispositivi ascoltino costantemente e raccolgano informazioni personali. In risposta a queste preoccupazioni, il 24% degli intervistati ha dichiarato di attivare la modalità aereo durante conversazioni private importanti, per evitare qualsiasi potenziale intercettazione.

Quanto conta l’approccio informato

Anna Larkina, Web-Content Analyst di Kaspersky, ha sottolineato l’importanza di adottare un approccio critico e ben informato alla cybersicurezza. Ha dichiarato che, per garantire la protezione della propria privacy e sicurezza online, è essenziale basarsi su fatti verificati e fonti affidabili, evitando di cadere preda di miti e superstizioni non comprovate. Inoltre, Larkina consiglia l’implementazione di soluzioni di sicurezza complete che possano offrire una protezione robusta contro una vasta gamma di minacce digitali.

In sintesi, lo studio evidenzia la necessità di una maggiore educazione sulla cybersicurezza, affinché gli utenti possano distinguere tra pratiche sicure e convinzioni errate, proteggendo così efficacemente la propria privacy digitale.

Prestiti: nel I semestre 2024 flessione delle richieste, vola l’importo medio

È quanto emerge dall’ultima analisi del Barometro CRIF su fonte EURISC: le richieste di prestiti da parte delle famiglie nel primo semestre 2024 subiscono una leggera contrazione, pari a -1,9% rispetto al corrispondente periodo del 2023. Tuttavia, il mese di giugno evidenzia un cambio di tendenza (+3,5%).

Dinamica opposta, invece, per l’importo medio, che si attesta a 9.300 euro, con una crescita dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2023.
“Con una politica monetaria europea che torna a essere espansiva si prospetta un quadro economico più stabile, che avrà effetti positivi sul mercato del credito, dopo anni di profonda incertezza e cautela da parte delle famiglie”, spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Prestiti personali +7,9%, finalizzati -9,6%

Quanto alle diverse forme tecniche di questi primi sei mesi dell’anno, i prestiti personali subiscono una spinta del +7,9%. Lo stesso vale per l’importo medio, che mostra un aumento dell’1,1%, toccando un valore di 12.007 euro.

Dinamica inversa per i prestiti finalizzati, che segnano un -9,6%, ma con un importo medio in recupero rispetto agli ultimi due anni (+13,9%), e un valore complessivo di 6.748 euro. 
“La congiuntura di stabilità ritrovata – aggiunge Capecchi  – avrà anzitutto un effetto alone che spingerà a programmare nuovi progetti di spesa e di conseguenza a richiedere nuovi finanziamenti personali e finalizzati”.

Fascia di importo preferita inferiore a 5.000 euro

L’analisi della distribuzione delle richieste per fascia di importo del finanziamento conferma che nei primi sei medi del 2024 le preferenze degli italiani si sono concentrate nella classe inferiore a 5.000 euro, che arriva a spiegare il 48,8% del totale.
Approfondendo l’analisi per tipologia di finanziamento si mantiene lo stesso andamento: il 65,2% delle richieste di prestiti finalizzati presenta importi al di sotto di 5.000 euro. La stessa classe d’importo risulta la preferita anche per i prestiti personali, con il 31,3% del totale.

Durata del finanziamento superiore a 5 anni

Per quanto riguarda la distribuzione per durata dei finanziamenti emerge come le famiglie adottino principalmente piani di rimborso superiori a 5 anni, con una quota che sfiora il 30% del totale.
Se guardiamo alle diverse forme tecniche, i prestiti finalizzati concentrano circa la metà delle richieste (47,5%) tra 18 mesi e 36 mesi, mentre i prestiti personali si sono indirizzati sempre più verso piani di rimborso superiori a 5 anni (50,5%).

Inoltre, osservando la distribuzione delle istruttorie di credito in relazione all’età del richiedente, il Barometro CRIF evidenzia come nel primo semestre 2024 è la fascia compresa tra 45 e 54 anni a risultare maggioritaria, con una quota pari al 23,4% del totale, seguita da quella tra 35 e 44 anni (20,4%).

Transizione energetica: l’Italia punta ad aumentare gli immobili in classe A

La recente normativa Performance of Buildings Directive (EPBD) dell’UE, nota come Direttiva Case Green, promuove la riqualificazione energetica in ogni stato membro degli immobili residenziali e non residenziali da partire dal 2030.
CRIF, nell’ambito del proprio ESG Outlook, l’osservatorio sulla sostenibilità di imprese, individui e immobili, ha analizzato il processo di efficientamento energetico degli immobili italiani e gli scenari di sviluppo possibili in base a diversi fattori.

In questo percorso gli incentivi governativi e la politica monetaria faranno la differenza nel raggiungimento degli obiettivi green posti dall’Unione Europea. Inoltre, sarà importante il ruolo del settore bancario nell’indirizzare maggiormente i flussi di credito verso progetti e investimenti sostenibili.

Il processo di efficientamento è già in corso

Secondo i dati SIAPE e CRIF attualmente solo il 4% degli immobili residenziali italiani è in classe energetica A.
Tuttavia, oltre il 40% degli immobili ristrutturati nel 2023 sono stati portati a questa classe energetica, mentre le nuove costruzioni, sempre in questa classe, superano il 90%.

Il processo di efficientamento è dunque già in corso. Nello scenario più avverso, la riduzione di immobili in classe G è limitata (nel 2030 rappresenteranno il 34% e nel 2050 il 29% del totale degli immobili), mentre la quota della classe energetica A migliorerà lentamente, passando al 6% nel 2030 e al 14% nel 2050.

Scenari futuri del patrimonio immobiliare italiano

Lo scenario intermedio contempla moderati sforzi per migliorare l’efficienza energetica, in linea con le tendenze in atto e il supporto di incentivi paragonabili a quelli già in vigore, che porteranno a un graduale miglioramento delle classi energetiche degli immobili. La riduzione degli immobili di classe G sarà al 13% e gli immobili di classe A nel 2050 copriranno il 31% del totale degli immobili. Tuttavia, resterebbe una significativa quota di edifici appartenenti alle classi meno efficienti.
Considerando invece lo scenario ottimistico, si riscontrano miglioramenti più netti, con una riduzione degli immobili in classe G al 26% entro il 2030 e al 7% entro il 2050. E un aumento significativo degli immobili in classe A, che toccheranno il 14% nel 2030 e il 37% sul totale degli immobili nel 2050.

Il ruolo cruciale delle banche

“Le banche possono svolgere un ruolo cruciale in questo processo di transizione, riprogettando le proprie strategie per aumentare l’erogazione di mutui Green e di prodotti finanziari per la riqualificazione energetica. In questo modo possono allinearsi agli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea, e al contempo, ridurre i requisiti di capitale grazie a un minor rischio del proprio portafoglio oltre alla rivalutazione del valore degli immobili su cui è stata fatta un’azione di riqualificazione – commenta Marco Macellari, director & head of risk management di CRIF -. La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un futuro sostenibile deve proseguire senza sosta ed essere obiettivo comune di tutte le parti coinvolte, poiché rappresenta non solo una necessità ambientale ma anche un’opportunità strategica di innovazione per il settore finanziario”.

Finanziamenti: calano quelli erogati alle imprese, -7,5% nel I trimestre 2024

Nei primi 3 mesi dell’anno i finanziamenti erogati alle imprese italiane sono calati del 7,5%.
Secondo i dati dell’Osservatorio sulle Imprese realizzato da CRIF, nel I trimestre 2024 non si vedono ancora gli effetti del primo taglio da parte della Banca Centrale Europea ai tassi di interesse, che rimangono elevati.

“La recente decisione da parte della BCE in termini di politica monetaria è tra i primi segnali di una possibile inversione positiva per il credito alle imprese dei prossimi mesi – commenta Luca D’Amico, CEO di CRIF Ratings -. Tuttavia, i tassi di interesse rimangono elevati e le imprese italiane continuano a essere esposte all’incertezza economica e dei mercati finanziari a livello globale”. 

Andamento del credito erogato

I trend continuano a scontare il permanere di tassi di interesse su livelli elevati, nonostante il taglio di 25 punti base.
Accompagnati dall’incertezza a livello di economia globale e nazionale, i tassi ancora non favoriscono il credito alle imprese italiane: i primi segnali di riduzione si sono osservati solo a giugno 2024.

Sul fronte del credito erogato, il trend negativo del numero di finanziamenti è meno evidente per le Società di capitali, che segnano il calo minore (-5,9%).
In calo anche gli importi erogati, seppur con intensità meno marcata. A calare su questo fronte sono principalmente le Ditte individuali (-8,9%), seguite dalle Società di persone (-6,6%), mentre le Società di Capitali registrano anche sugli importi il calo minore (-3,6%).

Analisi settoriale

Analizzando le Società di capitali per settore nel primo trimestre 2024 emerge una crescita rilevante degli importi erogati nel Commercio di autoveicoli (+15,8%) e Trasporti e Logistica (+7,6%), in controtendenza rispetto alla media. 

Tra i settori che potrebbero essere definiti come ‘stabili’, si evidenziano Turismo e tempo libero, e Commercio al dettaglio (rispettivamente +0,1% e -0,1%). Mentre, tra i settori maggiormente in calo rispetto alla media delle Società di Capitali, il settore delle Costruzioni registra un -9,3%, che rappresenta una quota di oltre il 10% del totale importo finanziato alle imprese nel primo trimestre dell’anno.

Rischiosità del credito e tasso di default

Il tasso di default medio delle Società di capitali, che a fine 2023 si era attestato al 2,6%, è stimato salire al 3,3% a fine 2024.

Questa crescita conferma un progressivo ritorno della rischiosità sui livelli pre-pandemia (circa 4%).
I settori per cui CRIF Ratings prevede il maggior incremento dei tassi di default delle Società di capitali sono Turismo e tempo libero, Trasporti e Logistica, Commercio al dettaglio, Costruzioni e Commercio di autoveicoli.

Già alla fine 2023, gli stessi comparti avevano registrato una rischiosità elevata superiore al 3%: Turismo e tempo libero 3,9%, Trasporti e Logistica 3,6%, Commercio al dettaglio 3,3%, Costruzioni 3,2% e Commercio di autoveicoli 3,1%.
I settori più resilienti si confermano invece la Consulenza (1,8%) e il Farmaceutico (2,1%).