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WhatsApp: in arrivo canali in abbonamento e pubblicità nello “stato”

Il colosso guidato da Mark Zuckerberg annuncia alcune nuove funzioni per WhatsApp. In particolare, per la tab Aggiornamenti.
Si tratta del lancio degli abbonamenti ai canali, della possibilità per gli amministratori di promuovere i propri canali nonché di inserire inserzioni pubblicitarie nello stato.
Queste ultime saranno visibili nella scheda presente in basso a sinistra nella schermata dell’app, quella dove si possono visualizzare lo stato dei propri contatti per 24 ore e i canali.

“Negli ultimi due anni abbiamo lavorato per rendere questa tab il luogo dove gli utenti possono scoprire qualcosa di nuovo su WhatsApp e oggi viene utilizzata da 1,5 miliardi di persone al giorno – spiega Meta in una nota-. Incoraggiati da questo entusiasmo, desideriamo anche aiutare amministratori, organizzazioni e aziende a crescere su WhatsApp. Lo faremo in tre modi”.

Aggiornamenti esclusivi con un pagamento mensile

Il primo modo riguarda gli abbonamenti ai canali. Si potrà infatti sostenere “il proprio canale preferito abbonandosi per ricevere aggiornamenti esclusivi a fronte di un pagamento mensile”, specifica la società.
Il secondo riguarda invece i canali promossi; “Aiuteremo a scoprire nuovi canali che potrebbero interessarti quando guardi nella directory. Per la prima volta – sottolinea Meta – gli amministratori dispongono di un modo per aumentare la visibilità del proprio canale”.

Il terzo è l’opportunità di inserire inserzioni pubblicitarie nello stato. “Grazie a questa possibilità si potranno trovare nuove aziende e avviare facilmente una conversazione su un prodotto o un servizio che un’azienda sta promuovendo nello stato”.

Le nuove funzioni resteranno separate dalle chat personali

Queste nuove funzioni saranno visibili solo nella tab Aggiornamenti, e resteranno separate dalle chat personali. Ciò significa che, per chi usa WhatsApp solo per chattare con amici e persone care, l’esperienza d’uso non cambierà.

Meta precisa, tuttavia, di aver realizzato queste funzioni “in modo da proteggere la privacy il più possibile. I messaggi personali, le chiamate e gli stati rimangono crittografati end-to-end, il che significa che nessuno, nemmeno WhatsApp, può vederli o ascoltarli”.

Rispetto per la privacy dei non inserzionisti 

Per mostrare inserzioni che potrebbero interessare nello stato o nei canali, “useremo informazioni limitate come il Paese o la città, la lingua, i canali a cui hai effettuato l’iscrizione e come interagisci con le inserzioni che vedi. Per le persone che hanno scelto di aggiungere WhatsApp al Centro gestione account, useremo anche le loro preferenze relative alle inserzioni e le informazioni provenienti dagli account Meta”, spiega ancora Meta nella nota, come riferisce Askanews.

“Non vendiamo né condividiamo il tuo numero di telefono con gli inserzionisti. I messaggi personali, le chiamate e i gruppi di cui fai parte non saranno usati per determinare le inserzioni che potresti vedere. Da anni parliamo del nostro obiettivo di sviluppare un business che non interferisca con le chat personali e crediamo che la tab Aggiornamenti sia il posto giusto per queste nuove funzioni”.

Benessere: nel 2024 gli italiani sono meno positivi su salute, tempo libero e lavoro

Dopo una timida ripresa registrata nel 2023, il 2024 segna una battuta d’arresto nella soddisfazione degli italiani.

Secondo l’ultima indagine Aspetti della Vita Quotidiana diffusa da Istat, la percentuale di persone che si dichiarano soddisfatte della propria vita si attesta al 46,3%, in lieve calo rispetto al 46,6% dell’anno precedente.

Vita privata e relazioni: i trend in discesa

A preoccupare sono soprattutto le valutazioni relative ai principali ambiti del quotidiano. Cala la soddisfazione per le relazioni familiari, ora all’87,9% (–1,4 punti percentuali), e per quelle amicali, scese al 79,7%. Il dato più critico riguarda però il tempo libero, con una soddisfazione pari al 66,3%, in calo di quasi due punti.

Anche la percezione della propria salute peggiora: solo il 78,5% degli intervistati si dichiara soddisfatto, rispetto al 79,7% dell’anno precedente. Sul fronte lavorativo ed economico la situazione non migliora: la soddisfazione per il lavoro è al 77,6% (–2,4 punti), quella per la situazione economica personale scende al 57,6%.

Fiducia e benessere: segnali in controtendenza

L’indagine, che raccoglie le opinioni di cittadini dai 14 anni in su attraverso una scala da 0 a 10, mostra che il 12,3% valuta la propria vita in modo negativo (punteggio da 0 a 5), mentre il 39,2% la considera “nella media” (6-7).

Un altro segnale in controtendenza arriva dal livello di fiducia verso gli altri, sceso al 22,5%, due punti percentuali in meno rispetto al 2023.

Differenze tra generazioni: i giovani sono più ottimisti

A livello demografico, si confermano alcune tendenze consolidate: gli uomini si dichiarano più soddisfatti delle donne (47,7% contro 45%), anche se il divario si sta assottigliando.
La soddisfazione tende a decrescere con l’età: tra i 14 e i 17 anni il 60,8% si dice molto soddisfatto, contro appena il 40,1% tra gli over 75.

Preoccupa infine l’aumento degli insoddisfatti tra i giovani adulti: nella fascia 25-34 anni, chi dà un punteggio basso alla propria vita passa dal 9,8% al 12,2% in un solo anno.

Truffe e-commerce: 2,8 milioni di italiani caduti in trappola nel 2024

Emerge dai dati dell’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat: nel 2024 gli italiani che hanno subito una truffa o un tentativo di frode acquistando beni fisici online sono stati 2,8 milioni, il 9% in più rispetto al 2023. 

Gli strumenti più utilizzati dai malfattori per cercare di truffare gli e-shopper  italiani sono stati soprattutto i siti web finti, un canale utilizzato nel 39,4% dei tentativi di frode, seguiti dalle false e-mail, pari al 30,3% dei casi.
Non sono mancati, fra gli strumenti utilizzati dai truffatori, i metodi di comunicazione più popolari fra gli utenti, come le app di messaggistica e i social network.

Più di una frode su 4, il 25,8%, è stata infatti condotta attraverso i social, mentre nel 15,9% dei casi i criminali hanno sfruttato le app di messaggistica istantanea.
Il  danno economico stimato ha superato 500 milioni di euro in totale.

Quali sono le vittime preferite dai malfattori?

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’indagine sottolinea come a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode non siano gli anziani, bensì i consumatori più giovani.
A fronte di una media nazionale del 6,7%, nella fascia di età 25 – 34 anni e in quella 45 – 54 anni la percentuale sale sopra l’8%.

Un altro dato interessante riguarda il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode.
Anche in questo caso, sorprende come i più colpiti siano gli italiani con un titolo di studio universitario, per un’incidenza pari a più del doppio rispetto alle media.

Perché la metà non ha sporto denuncia?

Inoltre, suddividendo il campione su base geografica l’indagine evidenzia come l’area più colpita da truffe o tentativi di frode sia il Nord-Ovest (7,5%).
Quanto al comportamento delle vittime che hanno subito una frode o un tentativo di truffa, emerge che quasi una su due, il 49,2%, sceglie di non denunciare l’accaduto.

Le ragioni dietro questo comportamento sono, in alcuni casi, economiche, in altri casi, psicologiche. Tanto che quasi 4 intervistati su 10, il 38,5%, hanno dichiarato di aver scelto di non sporgere denuncia alle autorità poiché certi di non recuperare quanto perso, mentre quasi uno su 4, il 24,6%, non ha denunciato perché il danno economico era comunque basso.

Sentirsi ingenui per avere abboccato

Il 16,9%, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché si è sentito ingenuo a essere caduto nella trappola, e il 9,2% perché non voleva che i familiari venissero a conoscenza di quanto accaduto.

L’indagine di mUp Research – Norstat è stata svolta tra il 18 dicembre 2024 e il 3 gennaio 2025, attraverso la somministrazione di 1.878 interviste CAWI a un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale.

Perché San Valentino è anche la festa delle… truffe online? 

San Valentino è il patrono dell’amore e della condivisione e il 14 febbraio è una giornata speciale per scambiarsi regali e dimostrazioni di affetto. Tuttavia, accanto a fiori e cioccolatini, si cela un’insidia sempre più diffusa: le truffe online. Ogni anno, con l’arrivo della festa degli innamorati, le caselle di posta si riempiono di offerte e promozioni, molte delle quali nascondono tentativi di frode.

Secondo il report di Bitdefender Antispam Lab, nel 2025 il 50% delle e-mail di spam legate a San Valentino sono state identificate come fraudolente, un dato in netto aumento rispetto all’anno precedente, quando la percentuale si attestava al 25%. Questo incremento mostra come i truffatori sfruttino la ricorrenza per ingannare le persone e ottenere informazioni sensibili.

Da dove arrivano le mail fraudolente?

I messaggi ingannevoli iniziano a circolare già dalla metà di gennaio, raggiungendo il picco massimo nei primi giorni di febbraio. Gli Stati Uniti risultano essere il principale Paese di origine di queste e-mail fraudolente, seguiti da Indonesia, India e Regno Unito. Ma non solo: sono anche la nazione che riceve la maggior parte di questi messaggi, con quasi la metà dello spam a tema San Valentino destinato alle caselle di posta americane.

I truffatori approfittano del forte coinvolgimento emotivo e della predisposizione agli acquisti tipica di questo periodo per diffondere e-mail ingannevoli, spesso mascherate da offerte imperdibili, premi esclusivi o sondaggi con regali in palio.

Come vengono ingannate le vittime?

Uno dei metodi più diffusi per attirare le persone in trappola è l’invio di e-mail che invitano a partecipare a sondaggi con la promessa di vincere premi esclusivi. In realtà, queste campagne hanno il solo scopo di raccogliere dati personali e bancari, chiedendo spesso un piccolo pagamento per la “spedizione” del premio o una verifica della carta di credito, che si trasforma in un furto di denaro.

Un’altra tecnica molto utilizzata è l’invio di messaggi falsi che sembrano provenire da brand famosi. I truffatori creano siti web che imitano quelli ufficiali per convincere le vittime a inserire dati sensibili, sfruttando la fiducia riposta nei marchi conosciuti.

Le tecniche di difesa

Per evitare brutte sorprese, è fondamentale essere prudenti. Prima di aprire un’e-mail o cliccare su un link, è importante verificare il mittente e diffidare di offerte troppo allettanti. Non bisogna mai fornire dati personali o bancari su siti non ufficiali e, in caso di dubbio, è sempre meglio consultare direttamente il sito dell’azienda in questione.

San Valentino dovrebbe essere un momento di gioia e non un’occasione per cadere vittima di truffe. Essere informati e attenti è il modo migliore per proteggersi e vivere questa giornata in tutta serenità.

Nel 2025 l’Intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore business travel

L’Intelligenza artificiale e l’automazione sono protagoniste di un’evoluzione che offrirà maggiore efficienza, sicurezza e controllo dei dati anche nel comparto del business travel, e della più generale gestione delle spese aziendali (T&E). Nel 2025 l’innovazione digitale uscirà dalla fase di sperimentazione e sarà sempre più adottata nei processi aziendali. L’obiettivo è, e sarà, duplice: rimanere competitivi investendo in nuove tecnologie, e allo stesso tempo, presidiare i rischi legati a sicurezza e protezione dei dati.

Nel 2025, le aziende infatti intensificheranno gli investimenti in soluzioni avanzate, come l’AI generativa, per automatizzare anche i processi di T&E. SAP Concur ha individuato le innovazioni che definiranno questi processi.

Investimenti in automazione e sicurezza digitale

L’aumento delle minacce informatiche renderà prioritari i sistemi di sicurezza per proteggere dati sensibili, e garantire la compliance normativa, senza rallentare l’innovazione.

Con il ritorno della maggioranza dei dipendenti in ufficio, il volume dei viaggi d’affari è destinato ad aumentare, ma con una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei budget. Soluzioni integrate consentiranno di garantire trasparenza, conformità alle policy aziendali e prevenzione di errori e frodi, offrendo più valore con meno sprechi.

Dal report tradizionale al “rapporto di eccezione”

Grazie all’automazione, i report di spesa tradizionali saranno sostituiti da ‘rapporti di eccezione’, che evidenzieranno solo le anomalie rispetto alle politiche aziendali. Ciò ridurrà i compiti manuali per i manager e consentirà audit più rapidi e precisi.

Inoltre, dopo anni di hype, nel 2025 l’AI sarà considerata sempre più un assistente fidato, in grado di supportare i professionisti senza sostituirli completamente.
Soluzioni che automatizzano la compilazione delle note spese e permettono l’approvazione delle fatture in tempo reale guideranno il settore verso flussi di lavoro più fluidi e mirati.

L’ultima edizione del SAP Concur Global Business Travel Survey aveva già sottolineato che il 95% dei viaggiatori d’affari era favorevole all’introduzione dell’AI per supportare le proprie attività. Allo stato attuale, tuttavia, l’AI sarà percepita più come un assistente per reperire raccomandazioni e identificare anomalie di spesa, che come soluzione integrale per prenotazioni e note spese.

Esperienze utente migliorate per i viaggiatori

I professionisti in viaggio d’ora in avanti richiederanno notifiche in tempo reale su cambi di programma, nonché maggiore supporto per affrontare imprevisti come eventi climatici estremi, o problemi di carattere geopolitico.

Le aziende, attraverso piattaforme integrate, risponderanno a queste aspettative fornendo livelli superiori di assistenza e semplicità d’uso.
Insomma, il 2025 si preannuncia come l’anno della concreta rivoluzione digitale, dove le aziende nell’implementazione dell’AI passeranno dalle parole ai fatti.

Dopo anni di dibattiti e aspettative, le organizzazioni sono pronte a tradurre l’innovazione in strategie competitive, con un occhio alla trasformazione e gli investimenti in tecnologia ed efficienza (T&E).
La sfida sarà trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza. Le imprese più lungimiranti hanno già predisposto piani per l’adozione di nuove tecnologie, senza compromettere la protezione di dati sensibili e solidità finanziaria.

Lavoro: oltre 40mila le opportunità offerte dalle agenzie a Natale 2024

Per il Natale 2024 saranno più di 40 mila le opportunità professionali offerte dalle agenzie per il lavoro in tutta Italia. In generale, tra le figure più richieste rientrano promoter, animatori di villaggi vacanze e addetti al confezionamento di regali. E ancora, magazzinieri, mulettisti e addetti al picking, lavapiatti, aiuto cuochi e camerieri. Ma quest’anno, nella top ten delle macrocategorie professionali più gettonate per il periodo natalizio, cresce la domanda di profili legati al turismo e agli eventi.

Oltre ai ‘Babbo Natale’ e agli animatori dei villaggi, infatti, serviranno fundraiser per le raccolte fondi, e per i più piccoli, tate e baby sitter.
È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro.

Dal Food & Beverage alla grande distribuzione le posizioni più richieste

Per quanto riguarda il personale Food & Beverage e della produzione agroindustriale si cercano aiuto panettieri e pasticceri industriali. Aumenta anche la richiesta di magazzinieri e mulettisti, operatori dei trasporti e personale di accoglienza.

Dalla grande distribuzione ai mercati e ai negozi, si segnalano annunci per la ricerca di allestitori, commessi e addetti ai reparti per far fronte ai picchi di fabbisogno in vista del Natale.
Solitamente, si tratta di posizioni per le quali si richiede disponibilità a lavorare su turni e nei giorni festivi, flessibilità negli orari, e per chi lavora a contatto con il pubblico, buona conoscenza di almeno una lingua straniera.

Contratti di lavoro in somministrazione e a tempo determinato

Si tratta per lo più di contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente, e per quelli a tempo determinato, con occasioni doppie di reimpiego allo scadere del rapporto di lavoro.

Nel bimestre novembre-dicembre i gruppi professionali di riferimento ai quali appartengono le offerte di lavoro legate al Natale alimenteranno in tutto circa 340 mila richieste di profili. La somministrazione, inoltre, nel periodo in esame offrirà complessivamente in tutti i settori circa 150 mila opportunità di lavoro. 

Come presentare la propria candidatura?

Nel solco delle attività di analisi condotte da Assolavoro Datalab la ricerca sulle figure natalizie è stata condotta su dati interni al settore e su fonti terze qualificate.

Con l’elaborazione e la diffusione dei dati rilevanti sulle competenze e sulle professioni più ricercate nel mercato del lavoro, Assolavoro punta anche a favorire un maggior collegamento tra il sistema della scuola e il mondo del lavoro, nell’ambito del protocollo siglato tra Assolavoro e il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per candidarsi è possibile contattare le singole agenzie per il lavoro. L’elenco delle principali filiali delle agenzie per il lavoro, accreditate presso l’apposito albo del ministero del Lavoro, è disponibile sul sito di Assolavoro.

Falsi miti sulla cybersicurezza: cosa influenza i comportamenti digitali degli italiani?

Un recente studio condotto da Kaspersky, intitolato “Entusiasmo, superstizione e grande insicurezza – Come gli utenti di tutto il mondo si confrontano con l’universo digitale”, ha messo in evidenza i principali miti e le superstizioni digitali che influenzano il comportamento degli utenti italiani.

La ricerca rivela come, nonostante l’uso diffuso di dispositivi digitali da decenni, molti utenti fatichino ancora a distinguere tra pratiche di sicurezza valide e quelle basate su convinzioni errate.

Superstizioni e pratiche senza fondamento 

Lo studio ha scoperto che il 42% degli italiani ritiene che coprire la webcam dei propri dispositivi sia una misura efficace per garantire la propria privacy. Allo stesso tempo, il 36% degli utenti italiani crede erroneamente che la modalità di navigazione in incognito offra una protezione completa e li renda invisibili online. Queste credenze dimostrano una diffusa confusione su cosa effettivamente protegga la privacy digitale.

Quando il comportamento digitale espone a rischi

Nonostante queste preoccupazioni per la privacy, molti italiani continuano a condividere i propri dati personali senza riflettere sui rischi. Ad esempio, il 39% degli intervistati partecipa a minigiochi e test online, spesso fornendo informazioni personali a fonti non affidabili e pubblicando i risultati sui social media. Questa condivisione incontrollata non solo mette a rischio la propria privacy, ma coinvolge anche amici e contatti nella divulgazione incauta di dati sensibili.

La “paura” degli assistenti vocali 

Un altro aspetto interessante emerso dallo studio è la diffidenza verso gli assistenti vocali. Quasi la metà degli italiani teme che questi dispositivi ascoltino costantemente e raccolgano informazioni personali. In risposta a queste preoccupazioni, il 24% degli intervistati ha dichiarato di attivare la modalità aereo durante conversazioni private importanti, per evitare qualsiasi potenziale intercettazione.

Quanto conta l’approccio informato

Anna Larkina, Web-Content Analyst di Kaspersky, ha sottolineato l’importanza di adottare un approccio critico e ben informato alla cybersicurezza. Ha dichiarato che, per garantire la protezione della propria privacy e sicurezza online, è essenziale basarsi su fatti verificati e fonti affidabili, evitando di cadere preda di miti e superstizioni non comprovate. Inoltre, Larkina consiglia l’implementazione di soluzioni di sicurezza complete che possano offrire una protezione robusta contro una vasta gamma di minacce digitali.

In sintesi, lo studio evidenzia la necessità di una maggiore educazione sulla cybersicurezza, affinché gli utenti possano distinguere tra pratiche sicure e convinzioni errate, proteggendo così efficacemente la propria privacy digitale.

Transizione energetica: l’Italia punta ad aumentare gli immobili in classe A

La recente normativa Performance of Buildings Directive (EPBD) dell’UE, nota come Direttiva Case Green, promuove la riqualificazione energetica in ogni stato membro degli immobili residenziali e non residenziali da partire dal 2030.
CRIF, nell’ambito del proprio ESG Outlook, l’osservatorio sulla sostenibilità di imprese, individui e immobili, ha analizzato il processo di efficientamento energetico degli immobili italiani e gli scenari di sviluppo possibili in base a diversi fattori.

In questo percorso gli incentivi governativi e la politica monetaria faranno la differenza nel raggiungimento degli obiettivi green posti dall’Unione Europea. Inoltre, sarà importante il ruolo del settore bancario nell’indirizzare maggiormente i flussi di credito verso progetti e investimenti sostenibili.

Il processo di efficientamento è già in corso

Secondo i dati SIAPE e CRIF attualmente solo il 4% degli immobili residenziali italiani è in classe energetica A.
Tuttavia, oltre il 40% degli immobili ristrutturati nel 2023 sono stati portati a questa classe energetica, mentre le nuove costruzioni, sempre in questa classe, superano il 90%.

Il processo di efficientamento è dunque già in corso. Nello scenario più avverso, la riduzione di immobili in classe G è limitata (nel 2030 rappresenteranno il 34% e nel 2050 il 29% del totale degli immobili), mentre la quota della classe energetica A migliorerà lentamente, passando al 6% nel 2030 e al 14% nel 2050.

Scenari futuri del patrimonio immobiliare italiano

Lo scenario intermedio contempla moderati sforzi per migliorare l’efficienza energetica, in linea con le tendenze in atto e il supporto di incentivi paragonabili a quelli già in vigore, che porteranno a un graduale miglioramento delle classi energetiche degli immobili. La riduzione degli immobili di classe G sarà al 13% e gli immobili di classe A nel 2050 copriranno il 31% del totale degli immobili. Tuttavia, resterebbe una significativa quota di edifici appartenenti alle classi meno efficienti.
Considerando invece lo scenario ottimistico, si riscontrano miglioramenti più netti, con una riduzione degli immobili in classe G al 26% entro il 2030 e al 7% entro il 2050. E un aumento significativo degli immobili in classe A, che toccheranno il 14% nel 2030 e il 37% sul totale degli immobili nel 2050.

Il ruolo cruciale delle banche

“Le banche possono svolgere un ruolo cruciale in questo processo di transizione, riprogettando le proprie strategie per aumentare l’erogazione di mutui Green e di prodotti finanziari per la riqualificazione energetica. In questo modo possono allinearsi agli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea, e al contempo, ridurre i requisiti di capitale grazie a un minor rischio del proprio portafoglio oltre alla rivalutazione del valore degli immobili su cui è stata fatta un’azione di riqualificazione – commenta Marco Macellari, director & head of risk management di CRIF -. La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un futuro sostenibile deve proseguire senza sosta ed essere obiettivo comune di tutte le parti coinvolte, poiché rappresenta non solo una necessità ambientale ma anche un’opportunità strategica di innovazione per il settore finanziario”.

Sicurezza informatica, quali sono le ultime evoluzioni?

Fari accesi sulla informatica, che negli ultimo anni è diventato un tema centrale per la aziende. Questo perchè  si registra un numero crescente di attacchi digitali, accentuati dall’avvento dell’intelligenza artificiale. Tra i vari tipi di malware, uno dei più pericolosi e diffusi è il ransomware. Questo termine, derivato dall’unione delle parole inglesi “ransom” (riscatto) e “software”, descrive un tipo di malware che prende in ostaggio i dati delle vittime attraverso la crittografia, richiedendo un riscatto per la loro liberazione.

Ransomware: una minaccia sempre più grande

Il ransomware rappresenta una minaccia particolarmente grave per organizzazioni e aziende, che spesso sono disposte a pagare il riscatto per evitare la perdita di dati cruciali. Negli ultimi anni, la diffusione di questo tipo di malware è aumentata in modo esponenziale. Nel 2021, ad esempio, è stato registrato un incremento del 93% rispetto all’anno precedente, secondo un rapporto di Sophos, sottolineando l’evolversi costante di questa minaccia nel panorama informatico.

Tipologie di ransomware

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il ransomware non è di un solo tipo. Esistono numerose varianti, alcune delle quali più pericolose di altre. Ecco una panoramica dei principali tipi di ransomware:

Locker Ransomware: blocca completamente l’accesso dell’utente al sistema operativo, impedendo di utilizzare file e applicazioni.
Crypto Ransomware: cifra i file dell’utente, inclusi documenti e immagini, mantenendo il sistema operativo accessibile per permettere il pagamento del riscatto.
Cripto-Worm: diffonde la crittografia dei file attraverso reti e dispositivi connessi, rappresentando una delle varianti più pericolose per le aziende.
Doxware (o Leakware): minaccia di pubblicare online informazioni sensibili se il riscatto non viene pagato, aumentando la pressione sulle vittime.

Come avviene l’attacco?

I ransomware possono colpire sia individui sai aziende attraverso vari metodi. Il metodo più comune è tramite email con allegati infetti che, una volta aperti, “contagiano” l’intero computer. Altri metodi includono il download di file da siti web compromessi e l’exploit di vulnerabilità in software aziendali o di uso quotidiano.

Strategie di difesa

Per difendersi efficacemente dal ransomware, è fondamentale adottare diverse strategie preventive. Una delle più diffuse è il backup regolare dei dati sensibili. Eseguire backup frequenti e conservarli in luoghi sicuri è essenziale per neutralizzare la minaccia: in caso di attacco, i dati possono essere ripristinati senza pagare il riscatto. Oltre ai backup, l’uso di software anti-malware è cruciale.

Tra i vari programmi disponibili, Malwarebytes è uno dei più utilizzati. Grazie alla protezione in tempo reale, questo software può bloccare il ransomware prima che causi danni. Inoltre, offre un servizio di scansione approfondita che permette di identificare e rimuovere malware nascosti, inclusi i ransomware.

Conclusione

Il ransomware è una delle minacce informatiche più gravi e diffuse del nostro tempo, e il fenomeno continua a crescere. Affrontare questa minaccia richiede non solo consapevolezza e preparazione, ma anche l’adozione di misure specifiche per proteggere i dati sensibili dalle sofisticate strategie di attacco informatico.

Case green: si vendono prima e sono sempre meno

Dopo l’approvazione della direttiva europea Case Green, che prevede solo immobili a emissioni zero entro il 2050, il mercato delle compravendite si muove con un occhio alla sostenibilità. Tanto che gli immobili di classe A hanno un tempo di permanenza sul mercato di oltre 20 giorni minore rispetto a quelli di classe G.
Secondo studio realizzato da Century 21 Italia e Wikicasa un immobile di classe A oggi ha un tempo medio di permanenza sul mercato di circa 68 giorni, mentre una casa che appartiene alla classe G ha bisogno di 90 giorni per essere venduta.

“La classe energetica si sta via via attestando come un driver di scelta trainante – commenta Mattia Colantuoni, co-founder di Wikicasa -. Se consideriamo le ricerche degli utenti, le ricerche che includono i soli immobili ad alta efficienza energetica sono aumentate di oltre il 72% tra il 2023 e il 2022”.

Il valore dell’impatto energetico

“Se guardiamo all’anno precedente la differenza non era così marcata – puntualizza Marco Tilesi, ceo Century 21 Italia -. È evidente che si sono ormai connotati due mercati distinti con dinamiche proprie, e che ci stiamo muovendo sempre più verso un acquisto consapevole del valore dell’impatto energetico sul lungo periodo”. 

Anche perché, acquistare un immobile efficiente sotto il profilo energetico consente di risparmiare notevolmente in futuro. “Non solo sui costi della bolletta, ma anche sugli interventi di ristrutturazione che molti proprietari di casa dovranno sostenere nei prossimi anni per migliorare prestazioni e consumi degli immobili”, aggiunge Colantuoni.

Aumentano le case in vendita nelle classi inferiori

Ma non è tutto. Tempi di permanenza diversi si riflettono inevitabilmente sulla disponibilità stessa degli immobili sul mercato. Se nel 2024 le case appartenenti alle classi energetiche dalla B alla G in vendita sono di più rispetto al 2023, con quelle di classe G passate da poco più di 60.000 a oltre 120.000, non è lo stesso per gli immobili di classe A.

Infatti, nel 2023 le case in classe A erano 25.444 e oggi superano di poco le 23.000 unità.
“Analizzando i dati a disposizione – continua Tilesi – possiamo immaginare che presto questa scarsità di immobili in classe A si rifletterà anche sui prezzi generando un aumento”.

Come adeguarsi alla nuova normativa UE?

“Se le esigenze della domanda sono ormai chiare al mercato, il comportamento dell’offerta non si è ancora regolato di conseguenza – spiega Colantuoni -. Lo stock nazionale di immobili ad alta efficienza energetica è costituito in larga parte da nuove costruzioni. Per questo motivo, lo scenario che si prefigura in seguito alle nuove normative UE entro il 2050 dovrà, per forza di cose, prevedere incentivi e misure di ristrutturazione dello stock già esistente, in modo da poter aumentare il numero di immobili ad alta efficienza disponibili sul mercato, e assicurare il giusto match tra domanda e offerta”.