Prezzi in aumento: 7 persone su 10  tagliano le spese 

L’incertezza economica fa paura, tanto che il risparmio diventa una necessità per 7 persone su 10 nel mondo. L’aumento del costo della vita sta costringendo milioni di famiglie a rivedere le proprie abitudini di spesa.

Secondo la recente indagine Worldviews Survey, condotta in 40 Paesi dal network WIN, circa il 70% della popolazione mondiale ha già iniziato a ridurre i consumi o ha intenzione di farlo nei prossimi mesi. Il dato è stato raccolto in Italia da BVA Doxa, e riflette una tendenza globale: le famiglie cercano di difendersi dall’instabilità economica con tagli mirati alle spese quotidiane.

Italia tra i Paesi europei più attenti al risparmio

In Europa, l’Italia si colloca tra i Paesi dove è più alta la propensione al contenimento dei consumi. Il 77% degli italiani intervistati dichiara di aver già ridotto le spese o di essere pronto a farlo a breve. Percentuali simili si registrano in Croazia (78%) e Irlanda (79%), mentre la Grecia guida la classifica mondiale con l’86%.

Più contenuta invece la reazione in Paesi come Olanda, Cina e Svezia, dove la quota si ferma attorno al 55-60%.

Sud e Centro più colpiti, Nord più fiducioso

La geografia del risparmio in Italia mostra differenze significative. Le famiglie del Sud e delle Isole sono le più attive nel contenere le spese (44,5%), seguite da quelle del Centro Italia (43,7%).

Il Nord Ovest e il Nord Est, pur registrando numeri più bassi (35,6% e 35,9%), mostrano una maggiore fiducia nel futuro: quasi una persona su sei al Nord Ovest (15,8%) non intende modificare i propri consumi, contro il 10,9% del Sud.

Donne e giovani più sensibili all’inflazione

L’indagine mette in luce anche un maggiore coinvolgimento femminile nelle scelte economiche: il 43,2% delle donne italiane ha già tagliato le spese, rispetto al 37% degli uomini. La fascia d’età più attiva nei tagli è quella tra i 45 e i 54 anni (47,9%), seguita dai 55-64enni.

I più giovani, tra i 18 e i 24 anni, si muovono più lentamente: solo il 35,7% ha già agito, ma il 38,7% pensa di farlo a breve.