Una maschilità in difficoltà, in bilico tra il desiderio di mantenere alcuni tratti della tradizione e la necessità di adattarsi a nuove sensibilità sociali. È quanto rivela la ricerca di Eurispes sugli uomini italiani, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Filocolo.
Da un lato, infatti, rimane forte l’influenza dei canoni tradizionali, con l’ideale estetico maschile legato alla prestanza del ‘fisico’, le pressioni sociali legate al successo, alla performance e ai ruoli di genere) dall’altro si percepisce una crescente attenzione verso la sfera emotiva e il benessere psicologico. L’elemento della ‘tensione’ è presente un po’ ovunque. Gli uomini sembrano oscillare tra il desiderio di rispettare le aspettative sociali e l’esigenza di esplorare modelli più flessibili.
La mascolinità non è un monolite
Un dato interessante è la sensazione diffusa di essere ‘messi in secondo piano’ rispetto alle istanze femminili.
Questo, se non tenuto in considerazione, potrà generare atteggiamenti difensivi e conflitto invece di contribuire a un dialogo costruttivo sulle sfide legate ai ruoli di genere.
La ricerca, in definitiva, suggerisce che la maschilità non è un monolite e risulta necessario un discorso più inclusivo, in cui gli uomini abbiano la possibilità di esprimere paure e aspirazioni senza incorrere in giudizi basati su archetipi rigidi.
L’aspetto più promettente è proprio l’emergere di un bisogno di confronto. La percezione di un disagio, di origine emotiva o rispetto all’aspetto fisico, potrebbe spingere verso un ripensamento delle norme sociali e una maggiore apertura al cambiamento.
La percezione del proprio corpo
Poco meno di tre uomini su dieci (28,2%) ha un rapporto negativo con il proprio corpo. Curare il proprio aspetto esteriore riveste importanza per due terzi degli uomini italiani (66,5%), e la maggioranza ritiene che avere un fisico avvenente e prestante sia un fattore importante per attrarre un/una partner (67,3%).
Il 15,3% degli uomini ammette di essersi sottoposto alla chirurgia estetica: il 10,6% una volta, il 3,7% due volte, l’1% tre volte o più.
L’86,3%, poi, afferma di sentirsi sicuro della propria identità sessuale (tra questi, il 54,1% lo è molto), mentre il 13,6% dichiara di non sentirsi sicuro.
Nel corso dell’ultimo anno a più della metà degli uomini intervistati (52,3%) è capitato di ricevere commenti negativi sul proprio aspetto esteriore (al 47,7% mai). E il 56,3% ha ricevuto anche incoraggiamenti a prendersi maggior cura del suo aspetto esteriore.
L’essere maschio in rapporto con l’altro
Alla maggioranza degli uomini (61,2%) capita di sentirsi in competizione con i coetanei maschi sul piano del successo personale. Al 56,9% capita invece di sentirsi dire di comportarsi da ‘vero uomo’ davanti a situazioni difficili o emotivamente coinvolgenti.
Gli insegnamenti e gli esempi ricevuti dagli uomini della famiglia di origine sembrano giocare un ruolo preponderante nell’influenzare la formazione dell’identità maschile (64,4%). E l’aspetto esteriore viene ancora percepito come un fattore rilevante per il successo nella vita sentimentale (60,4%).



