Transizione energetica: l’Italia punta ad aumentare gli immobili in classe A

La recente normativa Performance of Buildings Directive (EPBD) dell’UE, nota come Direttiva Case Green, promuove la riqualificazione energetica in ogni stato membro degli immobili residenziali e non residenziali da partire dal 2030.
CRIF, nell’ambito del proprio ESG Outlook, l’osservatorio sulla sostenibilità di imprese, individui e immobili, ha analizzato il processo di efficientamento energetico degli immobili italiani e gli scenari di sviluppo possibili in base a diversi fattori.

In questo percorso gli incentivi governativi e la politica monetaria faranno la differenza nel raggiungimento degli obiettivi green posti dall’Unione Europea. Inoltre, sarà importante il ruolo del settore bancario nell’indirizzare maggiormente i flussi di credito verso progetti e investimenti sostenibili.

Il processo di efficientamento è già in corso

Secondo i dati SIAPE e CRIF attualmente solo il 4% degli immobili residenziali italiani è in classe energetica A.
Tuttavia, oltre il 40% degli immobili ristrutturati nel 2023 sono stati portati a questa classe energetica, mentre le nuove costruzioni, sempre in questa classe, superano il 90%.

Il processo di efficientamento è dunque già in corso. Nello scenario più avverso, la riduzione di immobili in classe G è limitata (nel 2030 rappresenteranno il 34% e nel 2050 il 29% del totale degli immobili), mentre la quota della classe energetica A migliorerà lentamente, passando al 6% nel 2030 e al 14% nel 2050.

Scenari futuri del patrimonio immobiliare italiano

Lo scenario intermedio contempla moderati sforzi per migliorare l’efficienza energetica, in linea con le tendenze in atto e il supporto di incentivi paragonabili a quelli già in vigore, che porteranno a un graduale miglioramento delle classi energetiche degli immobili. La riduzione degli immobili di classe G sarà al 13% e gli immobili di classe A nel 2050 copriranno il 31% del totale degli immobili. Tuttavia, resterebbe una significativa quota di edifici appartenenti alle classi meno efficienti.
Considerando invece lo scenario ottimistico, si riscontrano miglioramenti più netti, con una riduzione degli immobili in classe G al 26% entro il 2030 e al 7% entro il 2050. E un aumento significativo degli immobili in classe A, che toccheranno il 14% nel 2030 e il 37% sul totale degli immobili nel 2050.

Il ruolo cruciale delle banche

“Le banche possono svolgere un ruolo cruciale in questo processo di transizione, riprogettando le proprie strategie per aumentare l’erogazione di mutui Green e di prodotti finanziari per la riqualificazione energetica. In questo modo possono allinearsi agli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea, e al contempo, ridurre i requisiti di capitale grazie a un minor rischio del proprio portafoglio oltre alla rivalutazione del valore degli immobili su cui è stata fatta un’azione di riqualificazione – commenta Marco Macellari, director & head of risk management di CRIF -. La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un futuro sostenibile deve proseguire senza sosta ed essere obiettivo comune di tutte le parti coinvolte, poiché rappresenta non solo una necessità ambientale ma anche un’opportunità strategica di innovazione per il settore finanziario”.