Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una profonda trasformazione guidata da una nuova scala di valori. Se a determinare le scelte dei professionisti la retribuzione continua a rimanere un fattore chiave, non è più l’unico elemento. E nemmeno il più importante.
È quanto emerge dal nuovo Smarter hiring report, l’indagine internazionale condotta in 12 Paesi da Indeed, portale per chi cerca e offre lavoro, in collaborazione con YouGov, con l’obiettivo di analizzare le aspettative dei talenti e le strategie di recruiting.
Secondo Indeed lo stipendio è sempre rilevante, ma non fondamentale quanto il benessere in azienda. Tanto che 4 candidati italiani su 10 (40%) considerano l’equilibrio tra vita privata e lavoro il fattore decisivo nella scelta tra le diverse offerte.
Cambiano i criteri per la scelta di un impiego
I risultati della ricerca posizionano il benessere non solo su un piano di rilevanza, ma lo rendono il criterio indiscutibilmente più importante, seguito al secondo posto dallo stipendio base, prioritario per il 26% dei candidati.
Altri elementi determinanti per accettare un impiego sono la crescita professionale (14%), le opportunità di apprendimento (8%) e i benefit (7%).
L’indagine evidenzia, quindi, come i professionisti non cerchino più solo un compenso, ma un ambiente di lavoro che rispetti e supporti il loro equilibrio di vita.
Una “disconnessione sulle aspettative” tra azienda e candidati
Il benessere oggi non è più solo un desiderio, ma un criterio di selezione attivo con cui i candidati valutano, e se necessario, bocciano le imprese.
Tuttavia, capire se un’azienda sia realmente attenta a questi temi resta complesso. Il 13% dei candidati italiani segnala che una delle maggiori difficoltà nella ricerca di un impiego è proprio come ‘capire la cultura aziendale prima di candidarsi’
Questa mancanza di chiarezza rischia di far desistere i talenti migliori ancor prima del colloquio, e delinea una delle principali incongruenze tra domanda e offerta. Incongruenza che il report definisce ‘disconnessione sulle aspettative’.
I datori di lavoro scommettono sulla crescita professionale, i professionisti sull’equilibrio vita-lavoro
A fronte del 40% dei candidati italiani che reputa l’equilibrio vita-lavoro fondamentale, solo il 17% dei datori di lavoro in Italia considera lo stesso elemento come il più attrattivo da comunicare nella propria offerta. Si tratta del dato più basso tra i Paesi esaminati.
I dati mostrano infatti che i datori di lavoro italiani scommettono principalmente sulla crescita professionale, indicata come fattore di punta dal 24% delle imprese e ‘solo dal 14% dei candidati.
Ancora più marcato è il disallineamento sullo stipendio base, riporta Adnkronos. Mentre per un candidato su quattro (26%) questo è il fattore che determina la scelta, solo il 13% delle aziende ritiene che lo stipendio base sia la propria carta vincente.


